AI NOSTRI MICROFONI

«Palermo, ecco perché Mirri
è l'uomo giusto» Tedesco a FP.it

«Palermo, ecco perché Mirri è l'uomo giusto» Tedesco a FP.it



So cosa significa per la gente il Palermo. Il fallimento è stato il momento calcistico più brutto della mia vita, l’ho vissuta malissimo. Ricordo che mi presentai qui in conferenza stampa con la maglia rosanero prima di una partita di Europa League e ai giornalisti che non hanno capito il mio gesto ho spiegato il perché. In quel momento il pensiero è andato alla mia gente di Palermo e alle persone che in quell’occasione hanno perso il lavoro, che in una società fanno la differenza a livello umano.

 

Sono queste le prime parole di Giovanni Tedesco attuale tecnico del Valletta ai nostri microfoni. Una chiacchierata di quasi venti minuti in cui l’ex calciatore del Palermo attraversa la propria vita professionale, dall’emozione di vestire la maglia rosanero al gol contro il Catania ma anche e soprattutto il rapporto stupendo con i tifosi e la città di Palermo.

 

La rinascita.

«Osservando da lontano il lavoro e il lato umano del presidente Mirri, penso che non poteva esserci persona migliore di lui per ripartire. La cosa che mi piace di più è la vicinanza che ha creato con le persone, questo negli anni è mancato. Parliamo di una grande società con un amministratore come Sagramola che ha fatto benissimo dovunque sia stato, vedi la sua prima esperienza a Palermo. Ma anche Castagnini che è un direttore sportivo da una vita nel mondo del calcio. Il futuro lo vedo positivo».

 

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Ricordi.

«Emozioni con la maglia rosanero ne ho avuto tantissime, basti pensare la sensazione di scendere in campo al Barbera con la maglia del Palermo. Dopo venti anni indossare la maglia della mia città, entrare in campo contro la Lazio e dopo trenta secondi fare gol sotto la Curva Nord. Qualcosa di incredibile come in occasione del derby contro il Catania».

 

Continua.

«La cosa però più importante è proprio il rapporto con la gente di Palermo, e posso dire che il mio è stato fantastico indipendentemente dal giocare o meno. Spesso per scelta venivo lasciato in panchina ma il legame con città e tifosi è stato qualcosa di incredibile, un ricordo che porto sempre con me».


GIOVANNI TEDESCO A FORZAPALERMO.IT (VIDEO)


L’esperienza a Malta.

«È una palestra di vita e professionale. Penso che un tecnico debba fare il suo percorso di gavetta: appena preso il patentino non è facile trovare subito una prima squadra. Ho fatto altre esperienze come con gli allievi del Palermo, ma anche in Lega Pro con il Foligno e poi quattro-cinque anni a Malta. Qui come livello può essere paragonato a una Serie C italiana, ci sono molti stranieri bravi e il livello si alza. Per me è una crescita importante e - non per farmi pubblicità - ma ho ottenuto risultati a livello europeo incredibili contro avversari di blasone come la Stella Rossa o il West Ham per esempio».

 

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Fonte: profilo Facebook Giovanni Tedesco


 

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