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Dietrofront Conte: dal 10 maggio
tornano le messe in chiesa

Dietrofront Conte: dal 10 maggio tornano le messe in chiesa



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Numerose le polemiche dopo la presentazione delle tappe della “fase 2” da parte del Premier Conte.

 

Confusione e polemiche scaturite dopo il nuovo decreto che allenterà, a partire dal 4 maggio, il lockdown.

 

Dopo la precisazione sui fidanziati e le relazioni stabili, arriva anche quello riferito alle celebrazioni religiose. Dal dieci maggio in Italia potrebbero tornare a celebrarsi le messe.


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A riportarlo, la Repubblica oggi in edicola:

 

«È il compromesso più avanzato a cui lavorano le diplomazie del governo e della Cei, con il sostegno di Giuseppe Conte. Silenziosamente. Per chiudere lo scontro inedito che ha lasciato il premier più isolato che mai. Il 10 maggio, allora. O meglio: Palazzo Chigi preferirebbe l’11 maggio, un lunedì, in modo da garantire una ripresa soft. I vescovi, però, chiedono almeno di ripartire in un giorno festivo, evocativo, di rinascita. E lo chiedono mentre mobilitano il mondo cattolico e giocano di sponda con mezzo governo».

 

 

La Ministra degli interni Luciana Lamorgese è in continuo contatto con il presidente della Cei (Conferenza Episcopale Italiana) Gualtiero Bassetti, a sua volta snodo che porta la comunicazione fino a Papa Francesco. La Lamorgese promette massimo impegno per chiudere presto l’incidente.

 

«Anche il Quirinale,- continua Repubblica-, è rimasto sorpreso da come è stata gestita l’intera vicenda delle messe. La ministra dell’Interno si batte allora per arrivare il 10 maggio – prima sembra impossibile, domenica 3 maggio saremo ancora in fase 1 – alla ripresa delle celebrazioni, almeno all’aperto. Prima, insomma, che il comitato tecnico scientifico e Palazzo Chigi diano il via libera definitivo al protocollo della Cei. Si tratta di una via d’uscita che piace al Viminale. Necessaria, dopo che il primo testo della Cei era stato bocciato senza appello dagli scienziati: troppo alta l’età media dei fedeli, troppo rischiose le aggregazioni al chiuso e la consegna dell’ostia, pure se in mano».

 

 

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