Il futuro è al sicuro

Il futuro è al sicuro

L'uomo porta dentro di sé le sue paure bambine per tutta la vita. Arrivare a non avere più paura, questa è la meta ultima dell'uomo.


Italo Calvino cristalizza un concetto tanto ancestrale quanto attuale della paura. Infimo, abietto che si insinua nella fragilità del nostro essere.
Così la paura, sempre maledettamente lei, a margine delle dimissioni del vicepresidente rosanero Tony Di Piazza, si è presentata dinnazi ai tifosi palermitani. Se è vero che le ferite si guariscono con il tempo, le cicatrici sono lì a ricordarci il male patito. Il popolo palermitano ha ancora vivo nei propri occhi la sofferenza che da sottofondo ha accompagnato la scorsa primavera, quindi è certamente normale che la preoccupazione affiori in tutta la sua nitidezza. 

E ora? Quale sarà il futuro? Il Palermo rispetterà il programma? Questa società non è all'altezza... Lo dicevo che non bisogna fidarsi... 


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E via con le domande ispirate compulsivamente dalla paura. 

Alt, fermi, ragioniamo. Per quanto siano quesiti comprensibili non trovano riscontro nella realtà. Il Palermo ha una struttuta societaria solida, ben delineata e definita in tutta la sua essenza e competenza. Inoltre, tornando alla vicenda attuale, Di Piazza ha promesso di rispettare gli impegni presi il ché non andrà a mutare minimamente i piani della società. 

La quotidianità empirica racconta di un club impegnato totalmente nella visione futura e quindi nella prossima Serie C. Il cammino continua con idee chiare, precise e delineate: si attende la vidimazione da parte del Consiglio Federale e poi tutto comincerà ad assumere una sua forma. 
Il presidente Mirri c'è, è lì sempre con la passione e l'amore che ha sempre profuso. Ora più che mai, chi scrive lo certifica senza timore di smentita. 

 

Al suo fianco il deus ex machina - come da delega sportiva et operativa - Rinaldo Sagramola. Idee limpide, meticolose e plastiche per plasmare insieme al direttore sportivo Castagnini il Palermo che darà l'assalto alla Serie B
Con buona pace di sciacalli e pseudo tifosi pronti a banchettare su qualsiasi difficoltà, fisiologica in un moto di rinascita, pur di soddisfare la propria brama di distruzione. Ma i veri palermitani, che hanno a cuore il Palermo, dormano sonni tranquilli: il cammino di rinascita è appena iniziato, continuerà così come stabilito, e il bello deve ancora venire. 

 

Presto si tornerà a gioire al Renzo Barbera, provando a dimenticare quella maledetta paura che ancestralmente accompagna le nostre esistenze: lì nel manto erboso della Favorita, ad affievolire l'atavica inquietudine delle ombre delle nostre esistenze. 
L'unico posto dove il tifoso rosanero espone la propria anima al pari dei sentimenti: per la squadra, per la maglia, per la propria città.


 

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