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Vulpis: Mi spiace che il Palermo
si trovi nell'incertezza

Vulpis: «Mi spiace che il Palermo si trovi nell'incertezza»



 

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Maurizio Zamparini, dopo tanti anni al timone della società di Viale del Fante, martedì scorso ha ufficializzato davanti alla stampa la cessione della società ad un gruppo inglese.

In molti, addetti ai lavori e non, attendevano di conoscere quale sarebbe stato il futuro del Palermo calcio ma, di fatto, la conferenza stampa dello scorso pomeriggio non solo non ha fugato i dubbi ma ha acuito, se mai ce ne fosse bisogno, le tante incertezze che aleggiano attorno a questo passaggio di consegne.

Per analizzare la vicenda abbiamo raggiunto telefonicamente il direttore di Sporteconomy Marcel Vulpis. Ringraziandolo per la sua disponobilità e collaborazione, riportiamo quanto emerso.

 

Iniziamo da una sua prima impressione sulle dichiarazioni in conferenza stampa di martedì.

«Clive Richardson parla di un progetto e racconta quello che dovrebbe essere lo sviluppo e la valorizzazione del brand Palermo calcio. Chiaramente è pacifico, quasi scontato, che una persona che arriva in una nuova società voglia potenziarla e farla crescere. Sinceramente, però, in questo discorso ho trovato poca chiarezza e concretezza: non è stato contestualizzato bene lo sviluppo a cui dovrebbe ambire il nuovo progetto».

 

Quindi è perplesso?

«Mi dispiace che un brand importante come il Palermo si trovi attorniato da questo clima di incertezza, non lo trovo molto bello come inizio. Quando si acquista un brand storico, il Palermo in questo caso rappresenta la Sicilia, dovrebbe esserci più chiarezza e trasparenza».

 

Sembra un film già visto in altre piazze calcistiche del nostro paese. È un problema del sistema calcistico italiano?

«In Italia basta che arriva un imprenditore straniero e va bene così, questo è il problema. Siamo esterofili per natura. Ciò detto, per trasparenza e per correttezza Richardson avrebbe dovuto essere un po’ più preciso, dando qualche notizia in più. Come al solito l’acquisto di club italiani è immerso nella nebbia. Questo non fa bene al nostro calcio e al Palermo: noi da giornalisti vorremmo capire e raccontare la realtà. Mi chiedo, come si fa a dare una valutazione su persone fisiche o giuridiche di cui non si conosce nulla?».

 

Può entrare più nello specifico?

«Di fatto, lo dice Richardson, il vero proprietario sarebbe un’altra società. Quindi, in questa fase, la società rappresentata dallo stesso Richardson si pone come intermediaria, altrimenti non avrebbe detto che la proprietà è un altro gruppo societario. Si parla di una società quotata in borsa di cui però non è stata palesata l’identità: quindi mi sorge il dubbio che ancora non è stato individuato chi sarà il proprietario ed è tutto in divenire. A questo punto mi chiedo il senso della conferenza stampa dell’altro giorno: l’incontro con i giornalisti è finalizzato a dare delle «comunicazioni, martedì questo non è avvenuto».

 

Su Richardson.

«Sicuramente è una persona seria ma nella conferenza stampa non ha detto nulla sulla nuova proprietà, non fugando alcun dubbio. Anzi le perplessità sono rimaste e le certezze sono pari a zero: se non si sa chi è il nuovo proprietario non si può nemmeno esprimere un parere».

 

Sulle dichiarazioni di Zamparini.

«Anche lo stesso Zamparini non è stato preciso o quanto meno esaustivo sulla cessione o, ad esempio, sul costo esiguo di dieci euro che fa presupporre che il club potrebbe avere una situazione debitoria elevata. È sbagliato il metodo, perché, ahimè, i club non vengono vissuti come un patrimonio della città. Questo è un modo errato di porsi anche nei confronti della comunità di tifosi».

 

Infine, una constatazione sulla categoria dei giornalisti.

«Noi giornalisti abbiamo una dignità professionale che deve essere rispettata. Ancora una volta, nella conferenza stampa di qualche giorno fa a Palermo, ciò non è accaduto».

 

di Francesco Lupo


 

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2 commenti

  1. Rubini 06/12/2018

    Un mmi cumminci, a mmia un mi pigghianu pi fissa. Ammaviriri, sciatiriemmatri...Ma intantanto se non parla Zamparini, regna Il silenzio. Un gigante, sia pure orbo, ma pur sempre un gigante rispetto ai tanti nanetti, rancorosi e vendicativi. Senza anima e senza memoria. Ma quannu mai, ciertu, a partita era alle sei, la dava Rai 2, ma chi bbuo riri? Io a Cassazione staiu aspettando.

  2. Anarchico 06/12/2018

    Un ottima analisi la condivido pienamente

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