Gullit, faraoni e Porta Carbone: le «Notti Magiche» di Palermo
Sono passati già trent’anni da quando il cielo italiano si è tinto di stelle.
L’Italia, forte di una situazione di benessere e di edonismo sociale e culturale, ospita i Mondiali di calcio da grande favorita per la vittoria finale, fiduciosi di ripetere l’exploit di otto anni prima in Spagna questa volta con i favori del pronostico.
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Fra gli stadi scelti per ospitare la fase ai gironi della rassegna continentale c’è anche "La Favorita" di Palermo. Il capoluogo siciliano fu scelto per ospitare le partite dell’Olanda campione d’Europa in carica, dell’Egitto e dell’Irlanda all’esordio assoluto in un mondiale. All’appello manca l’Inghilterra, “spedita” per motivi di ordine pubblico a Cagliari per contenere la furia degli hooligans, vera minaccia del calcio inglese soprattutto agli albori del Taylor Act imposto dalla Thatcher.
Non furono poche le difficoltà vissute dal capoluogo siciliano alla vigilia del Mondiale casalingo. La principale era la questione stadio, con i lavori di costruzione del secondo anello e della tribuna coperta avviati nel 1987 e il conseguente trasloco della squadra rosanero a Trapani per ben due stagioni. Il 30 agosto del 1989, a meno di un anno dalla rassegna continentale, Palermo trema. Un traliccio di sostegno del tetto cade giù: 8 tonnellate d’acciaio crollano al suolo dall’altezza di trenta metri e cinque operai perdono la vita. Nonostante la tragedia e una crisi idrica che ha lasciato per settimane senz’acqua una buona parte della città, Palermo avrà comunque il suo mondiale.
Di spettacolo, effettivamente, se si esclude quello sugli spalti dello stadio ce n’è stato pochino: tre partite, tre pareggi. Si parte il 12 giugno con la sfida fra l’Olanda di Rijkaard e Van Basten e i faraoni d’Egitto. Succede tutto nel secondo tempo, con la rete di Kieft e la risposta dal dischetto di Adbelghani per l’1-1 finale.
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Cinque giorni più tardi è il turno dell’Irlanda. La città era invasa da bandiere verde bianco e arancio e l’allegria dei tifosi irlandesi, che avevano scelto come “sede” la birreria "The Navy" di Porta Carbone, contagiava davvero tutti. Nelle due sfide de “La Favorita” la squadra di Jack Charlton ottiene due pareggi, il primo giorno 17 giugno a reti bianche contro l’Egitto e il secondo il 21 giugno contro l’Olanda, raggiunta dalla rete di Quinn dopo il vantaggio ad inizio gara di Ruud Gullit.
Alla fine passeranno il turno l’Inghilterra di Lineker e Gascoigne, proprio l’Irlanda eliminata dagli azzurri ai quarti di finale grazie, neanche a dirlo, a Schillaci e la deludente Olanda come migliore terza. L’Italia, come dice la cronaca, si arrenderà in semifinale contro l’Argentina e il mondiale andrà alla Germania Ovest, ma di Italia 90’ a Palermo nonostante i momenti difficili si ricorderanno i colori, la città piena di gente, il respiro di grande calcio ma soprattutto di “notti magiche”.
Redazione