Il nuovo Palermo, un anno (fa) per ricominciare

Il nuovo Palermo, un anno (fa) per ricominciare

Alle volte basta un pallone in rete per dimenticare momentaneamente tutti i problemi e tutte le difficoltà.

Si aspetta la domenica per riposare, per non pensare a niente se non alla famiglia, ai propri svaghi e alle proprie passioni. Per tutti i credenti è giorno sacro, così come lo è per chi venera la dea Eupalla la cui assenza lascia spesso un vuoto difficile da colmare.

 

Una giornata storta, per gli amanti del pallone, può essere salvata da un gol spettacolare, dal gol del proprio giocatore preferito o dal gol vittoria della squadra del cuore. Certe volte non serve neanche la rete ma semplicemente vedere rotolare la sfera sui verdi prati degli stadi, per avere la sicurezza che nonostante tutto lei c'è sempre. Così come tutti aspettano il ritorno del pallone in campo una rete, l'anno scorso, ha avuto il potere di mandare via dalla mente dei tifosi palermitani scene, immagini, fotogrammi che hanno caratterizzato un'estate di bugie, tradimenti, sentenze e soprattutto dolore.

 

Il 1 settembre del 2019, dopo la morte e rinascita della fenice Palermo, i rosa scendono per la prima volta in campo per inaugurare il campionato di Serie D, il primo della nuova era targata Dario Mirri e Tony di Piazza. Lo stadio "Lombardo Angotta" di Marsala si riempie di tifosi palermitani, accorsi in massa per vedere la nuova compagine messa su dal duo Sagramola-Castagnini e con al timone il tecnico Rosario Pergolizzi. Un esodo dettato dalla curiosità di voler conoscere una squadra completamente nuova, di voler trovare il nuovo beniamino, dall'estrema vicinanza geografica, dall'amore per i propri colori. O semplicemente per dimenticare.


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I tifosi iniziano a conoscere il muro composto dal trio Pelagotti-Lancini-Crivello, le sgroppate di Doda, le geometrie di Martin, la forza di Ricciardo, gli strappi di Felici e per due ore cancellano dalla loro mente le parole pec, fallimento, tribunale, Zamparini. L'ipnosi del pallone non conosce categoria o campo perché l'importante è che rotoli. E finisca in rete, con un gol che nessuno scorderà mai non tanto per la fattura della realizzazione ma per l'effetto purificatore dato a tutti gli amanti del rosa e del nero. Quello di Raimondo Lucera, il palermitano che ha dato la prima vittoria al nuovo Palermo e ha ridato a tutti la sensazione che quella ferita poteva davvero guarire.

 

A distanza di un anno il pallone ancora non rotola, e mai come in questo momento lo attendiamo con ansia per sconfiggere la lunghissima astinenza e per vedere che lui c'è ancora.

Il Palermo è fra i professionisti, prepara la nuova stagione a Petralia sotto la guida del maestro Boscaglia ma soprattutto ha ritrovato da circa una settimana il migliore amico che fra poco meno di un mese, anche se dalla televisione, gonfierà le reti dei verdi prati d'Italia. Anche stavolta, seppur per motivi diversi, ci aiuterà a dimenticare e darà a tanti la forza di ricominciare così come un anno fa l'aquila rosanero ha ricominciato a volare.


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