Palermo, Savoia e il suo porta fortuna. Parla Sforzini
Protagonista delle due vittorie contro Marina di Ragusa e Fc Messina, Ferdinando Sforzini non poteva trovare modo migliore per rispondere alle voci sulle sue condizioni ritenute non proprio ottimali.
Intervistato dal Giornale di Sicilia, Nando Sforzini, dopo i tre gol in due partite, ha parlato proprio delle reti e degli obiettivi da raggiungere:
«Se si entra in campo col pensiero fisso di dover segnare, allora non arriva. Volevo tanto segnare sotto la curva e farlo con 17 mila persone è stato bello, emozionante. Per un attaccante questo è tutto».
IL SAVOIA
«La loro rimonta ci ha fatto perdere qualche sicurezza. Noi però, più che guardare loro, dobbiamo pensare al nostro campionato, cercando di fare risultato ogni domenica».
CONCORRENZA RICCIARDO E GIOVANI
«Con Gianni c’è sempre stata una concorrenza leale, ci aiutiamo molto e questi gol non sono affatto un messaggio. Sarò sincero, mi piace bastonare un po’ i giovani. Non sono un tipo che fa complimenti, anzi, sono uno di poche parole, però se dico qualcosa anche col tono rude è perché a quella persona ci tengo».
INFORTUNIO E CONDIZIONE FISICA
«Giravano voci strane che mi hanno dato fastidio. Le ho smentite, con le parole e con i fatti, ma resto concentrato sull’obiettivo. Non posso sedermi adesso. L’infortunio mi ha penalizzato –ammette-, stare fermo per quaranta giorni nel bel mezzo del campionato non è facile. Però, dopo quel rigore sbagliato col Troina, ero comunque positivo, dentro di me c’era sempre la voglia di rifarmi, anche perché questa chance per me è troppo importante. Devo sempre dimostrare di poter far parte del Palermo».
LA FAMIGLIA
«Come stiamo vivendo a Palermo? Bene, la mia compagna Sara scende spesso quando giochiamo in casa e di mio faccio una vita normale, da calciatore, anche perché ormai ho 35 anni e devo saper gestire le energie. Mio figlio Marcello lo rivedrò tra due settimane, è venuto per le feste e ora fa la scuola a Roma. Sta iniziando a fare il calciatore, tra scuola e scuola calcio si allena quattro volte a settimana, quasi più di me. Oggi è particolarmente appassionato di calcio. Ogni volta che viene a vedermi faccio almeno un gol».
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