RINASCITA

Palermo, 24 luglio: un
sentimento «nascosto» da due H

Palermo, 24 luglio: un sentimento «nascosto» da due H



 

“Come poteva il mondo tornare com'era dopo che erano successe tante cose brutte?

Ma alla fine è solo una cosa passeggera, quest'ombra. Anche l'oscurità deve passare. Arriverà un nuovo giorno. E quando il sole splenderà, sarà ancora più luminoso. Quelle erano le storie che ti restavano dentro, che significavano qualcosa”.

 

Era ora. 

Scritto così è semplicemente quello che tutta Palermo ha pensato un anno fa come oggi, finito l’incubo di anni strazianti culminati nella sofferenza più grande che un tifoso di calcio possa patire. 

 

HERA HORA.

Basta aggiungere due acca e quel sentimento trasmigra nel nome della società che ha prelevato il Palermo dal suo punto più basso. Un nome che sin dall’inizio è stata la massima rappresentazione empatica di un sentimento comune, di un sospiro di sollievo dopo mille delusioni, prese in giro e calpestamenti di una storia e di un popolo tinto di rosa e di nero. 

 

Tocca ad un insolito duo composto da Dario Mirri e dall’imprenditore italo-americano Tony Di Piazza, che con il loro piano di rinascita convincono tutti e vincono lo scorso 24 luglio il bando di assegnazione del club. Questa volta non è uno scherzo o una mossa bislacca per evitare il peggio, stavolta è tutto vero. 

 

A distanza di un anno, nonostante la rinascita e la prima promozione raggiunta, quel passato ancora fa male. Lo si vede negli occhi e lo si legge nelle parole di tanti tifosi che, al minimo segnale, mostrano tutta la loro preoccupazione rivedendo in ogni situazione contorta, un ritardo o una dichiarazione più enigmatica una sorta di flashback del Vietnam di una ferita impossibile da ricucire. 

 

No invece, non è impossibile. Nelle storie epiche ogni caduta è sinonimo di umanità, è fatta per capire che non siamo dèi ma siamo uomini. Per far pensare al lettore, attraverso la risalita, che ognuno di noi può essere capace di fare grandi cose. Dalla caduta è emerso un presidente che ha fatto dell’umanità e della vicinanza al popolo il mantra non soltanto suo ma di un’intera società. 

 

“È come nelle grandi storie, quelle che contano davvero”: solo il tempo dirà se quelle ombre saranno svanite, se Hera Hora sarà la luce che illuminerà una nuova storia, una nuova rinascita affidata al proprietario della Damir. Con la speranza che la coccinella, simbolo dell’azienda del presidente rosanero, possa portare fortuna e felicità e mostrare a tutti che dal piccolo può nascere sempre qualcosa di grande. 






2 commenti

  1. Totuccione 24/07/2020

    riscussi i ru liri...

  2. Aggregazione galattica lame rotanti 24/07/2020

    Qualcuno ha un estintore per la povera aquila?

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