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Novellino: «Palermo, Caserta
è l'uomo giusto»

Novellino: «Palermo, Caserta è l'uomo giusto»



«Lo vedrei bene alla guida del Palermo»: anche Walter Novelino, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, approva il nome che più degli altri sta circolando da giorni come candidato numero uno alla panchina del Palermo ovvero quello di Fabio Caserta

Allenatore di grande esperienza, l'ex tecnico rosanero dopo la breve esperienza nel capoluogo siciliano è andato ad Avellino per poi tornare nell'isola e sedersi nella panchina del Catania proprio in Serie C dove ha sfidato la Juve Stabia di Caserta:  

 

«Ricordo bene quella partita. Vincemmo 1-0 grazie ad un rigore trasformato all’inizio del match da Lodi, ma la singola partita non vuol dire nulla. La Juve Stabia dominò quel campionato e fu meritatamente promossa in Serie B, soprattutto grazie all’ottimo lavoro svolto da Caserta».

 

CASERTA

«Non l’ho mai allenato, ma lo conosco bene. È un ragazzo intelligente, umile e preparato. Anche quest’anno in B ,la sua Juve Stabia esprime un bel calcio. La sua carriera d’allenatore è iniziata in modo promettente. Sta facendo davvero molto bene. È giovane e motivato, ha carattere, conosce la categoria, pratica un 4-3-3 giudizioso e molto piacevole, un calcio bello anche a vedersi. Come lo vedrei a Palermo? Molto bene. A Palermo è iniziata una nuova era, c’è entusiasmo e fiducia. Se i rosanero si affideranno a lui, credo che avranno fatto un’ottima scelta. Palermo è una piazza importante, che deve cercare di tornare al più presto nel calcio che conta, ma per un tecnico giovane e che ha già vinto la Serie C come Caserta, credo che lavorare in una città appassionata come Palermo possa rappresentare solo un grande vantaggio». 

 

BOSCAGLIA E ITALIANO

«Tutta gente qualificata, che ha vinto la C negli ultimi anni. Boscaglia è un amico fraterno, tra i più preparati. Anche Italiano si sta rivelando molto bravo, è giovane ma si sta mettendo in evidenza in maniera prepotente. Lasciare la B per il Palermo in C? Beh, non può essere un problema: Palermo è Palermo e non credo di esagerare dicendo che in Serie C vale più di qualsiasi altra piazza di B».

 

SERIE C

«La categoria è cambiata molto, direi totalmente. Vincere non è mai facile, il campionato è tosto. Anche il Palermo troverà tante difficoltà perché ci sono società organizzate, ambienti caldi e tanti giocatori bravi. E poi sarà la squadra da battere. Servirà la mentalità giusta per fare centro al primo colpo».

 

LE ARMI VINCENTI

«Il pubblico innanzitutto: la tifoseria del Palermo è splendida, sono sicuro che anche in trasferta i rosanero avranno sempre un seguito importante. E poi il cuore. Per il resto, a Palermo non manca nulla: lo stadio è splendido, la gente vive il calcio con grande passione, la città è magnifica, la società ben strutturata e punta a vincere subito. Non manca davvero nulla per sognare un’altra stagione vincente». Cosa

 

LA SQUADRA

«La base c’è, penso a Pelagotti, Crivello, Lancini, Martinelli, Floriano. È tutta gente che può stare anche in B. Attorno a questi ragazzi va costruito il resto della squadra. Probabilmente servirà qualche elemento d’esperienza, cioè qualcuno che conosce bene la Serie C e sa quali sono le insidie del girone meridionale. I dirigenti, comunque, sapranno certamente cosa fare: non conosco di persona Sagramola, ma per lui parla il suo curriculum. Posso garantire invece, sulla bravura e la competenza di Castagnini. Cosa mi è rimasto di Palermo? La genuinità della gente. Io sono una persona semplice e so apprezzare queste cose. Avevamo tante difficoltà in termini calcistici, ma i tifosi non ce lo facevano pesare, anzi ci incoraggiavano sempre».







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