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«Mi tatuo la Sicilia». L'uomo di
Bergamo ha mantenuto la promessa

«Mi tatuo la Sicilia». L'uomo di Bergamo ha mantenuto la promessa

Andato in coma a causa del Coronavirus in Lombardia, Ettore Consonni si è risvegliato in Sicilia.

 

Qui a Palermo è riuscito a guarire e dopo essere stato dimesso aveva fatto una promessa “Mi tatuerò la Sicilia sul petto”. Promessa mantenuta.

 

Come pubblicato sul profilo Instagram di Repubblica, l’uomo di Bergamo si è tatuato la Sicilia.

Di seguito il post e la foto pubblicati dal quotidiano:

 

 “Mi tatuerò la Sicilia sul petto”. Ettore Consonni, il bergamasco andato in coma per il #coronavirus in #Lombardia e svegliatosi a #Palermo, ha mantenuto la promessa. Si è fatto disegnare, sul torace, l'isola e la trinacria, con i nomi di figli e nipoti. “L'ho fatto perché mi resti per sempre il ricordo di tutti i medici e gli infermieri che mi hanno curato, voluto bene e salvato la vita”, dice Ettore, 61 anni, magazziniere in pensione. Quando il coronavirus lo ha colpito non c'erano posti in Lombardia, così un aereo militare lo ha portato sull'Isola, per ricoverarlo all'ospedale Civico


 






3 commenti

  1. Bugia 16 giorni fa

    Scusate, ma è più forte di me.. Mi ricorda troppo il mitico tatuaggio di Baccaglini che la stessa ex iena (!) mostrò all'esterrefatto popolo rosanero, non facendogli peraltro mancare la visione del suo capezzolo sx... Grazie Zamparini, ti saremo riconoscenti a vita.

  2. Fabio 16 giorni fa

    Adesso ti diamo un premio.

  3. Blackmamba 16 giorni fa

    In mezzo a tante schifezze a cui accomunano la sicilia, direi che bisogna essere orgogliosi di questa vicenda. Come detto dagli stessi medici lombardi a un certo punto se dovuto fare delle scelte e si sono abbandonati al loro destino gli ultra ottantenni e i gli ultra sessantenni con patologie pregresse per fare spazio a chi aveva maggiore aspettativa di vita. Questo signore era dato per quasi deceduto e infatti è stato mandato lontano 2000 km a morire. Un pò di fortuna, un pò la bravura e dedizione di medici e infermieri locali, ed è rinato. Un plauso al quel personale spesso bistrattato.

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