Colantonio (Pres. Turris): «Bisogna cambiare il protocollo»

Colantonio (Pres. Turris): «Bisogna cambiare il protocollo»

«C’è volontà da parte di tutti di disputare le partite, ma quando succedono cose del genere è un dispiacere. Il mio rammarico è riferito al protocollo che secondo me andrebbe cambiato: in tal senso sarebbe opportuno non avere un protocollo FIGC ma dell’ASL».

 

Sono queste le prime parole del presidente della Turris Colantonio Antonio che ai nostri microfoni ha commentato il rinvio della partita in programma ieri pomeriggio allo stadio Renzo Barbera contro il Palermo.

 

«La mia idea - in queste situazioni particolari - sarebbe di decretare un pareggio fra le due squadre, per evitare ulteriori trasferte e dover recuperare le partite in così breve tempo».

 

LA PAROLE DEL DG

«Secondo me, ripeto, il protocollo va rivisto. Già in mattinata c’erano positivi presenti all’interno della squadra del Palermo, quindi in quel momento la partita andava rinviata senza aspettare gli ultimi minuti a ridosso del calcio di inizio. Ieri è stato tremendo, non sto qui a raccontare le mille peripezie di questa notte per trovare il modo di poter tornare in sede. Meno male che era mercoledì, che puoi chiamare le società di navigazione, se fosse successo nel weekend non so come avremmo fatto».

 

CAMPIONATO A RISCHIO

«Nessuno si aspettava che potessero esserci tutti questi contagiati fra i calciatori visto i controlli accurati a cui sono sottoposti costantemente. Da qui la mia idea di decidere per un eventuale pareggio, magari in accordo fra le due società, per evitare continue trasferte che richiedono un esborso economico maggiore, nonché dover recuperare in poco tempo tante partite. Oltre il danno la beffa, mi viene da dire».

 

CONTINUA

«Certamente non è facile trovare una soluzione, ma qualcosa deve essere fatta perché sono sicuro che nella nostra situazione si troveranno altri club. Le squadre siciliane - prendo loro come esempio - quanto devono spendere per le trasferte? Quanto gli costerà questo campionato? Anche a loro potrà capitare che l’avversario di turno in casa abbia delle difficoltà e la partita venga rinviata».

 

INFINE, IL PALERMO VOLEVA GIOCARE

«Perché dovrei essere arrabbiato? Non lo sono. Il Palermo aveva tutte le intenzioni di giocare la partita, così come noi. Ma se interviene l’ASL e ferma tutto dicendo che non si gioca, dobbiamo adeguarci. Però a questo punto bisogna prendere atto che è l’ASL a decidere e ad avere l’ultima parola, per questo - conclude - auspico una modifica del protocollo».


 

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