CIRCOLI NAUTICI

«Possiamo riaprire in sicurezza.
Diamo voce a tutti i circoli»

«Possiamo riaprire in sicurezza. Diamo voce a tutti i circoli»



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I presidenti dei cinque maggiori circoli sportivi di Palermo stanno lavorando per far sentire la propria voce al Governo. In attesa di maggiori chiarimenti e maggiori attenzioni per questa categoria, i maggiori circoli sportivi palermitani stanno lavorando per poter ripartire in sicurezza.

 

 

 

Intervenuto durante il Time Sport su Radio Time, il Presidente del Telimar Marcello Giliberti ha così commentato le prossime mosse:

 

«La logica è quella di fare squadra e sensibilizzare le autorità competenti a prendere in considerazione anche le nostre realtà. Noi ci siamo riuniti e abbiamo affrontato questi temi comuni, notando che nel calendario delle riprese non rientravamo noi. La logica è stata quella di dire che noi, alla luce degli ampi spazi che abbiamo a disposizione, abbiamo la possibilità di riaprire in ampia sicurezza. Essendo consapevoli di potere garantire il distanziamento sociale, anche più del metro di base, non capisco perché non dovremmo riaprire. Musumeci ha preso atto. Nelle ultime dichiarazioni infatti sono stati presi in considerazione anche i circoli sportivi. Noi ci muoviamo per tutti i circoli, non solo per noi. Il comitato tecnico-scientifico si è espresso favorevolmente alle nostre proposte. Aprire con tutte le sicurezze. Musumeci sta cercando di far rientrare nella logica generale anche la nostra realtà».

 

FUTURO

«Siamo proiettati al prossimo anno con grande incertezza. Stiamo lavorando per l’attuazione dei protocolli anti-covid sia per le strutture che per gli individui. Alcuni sport, come la vela, hanno un rischio ancora più basso. L’arrivo del sette bello e il sette rosa è solo rinviato».

 

Durante il Time Sport è intervenuto anche il presidente del circolo Lauria Matracia

 

«Abbiamo un campo che è il mare. Noi facciamo canottaggio, vela, dove sarebbe il contatto nella vela? Ok nel canottaggio a due, ma nella vela il distanziamento è più di due metri. Nella vela quando due imbarcazioni si toccano c’è la penalizzazione, quindi non c’è rischio. Il problema di un bambino che deve prendere la propria barca con il proprio padre, non si pone, perché vanno comunque in macchina insieme. Giusto che ci siano le giuste precauzioni, ma così no perché è una fase di controsensi. Il nostro referente è stato il medico sociale che controlla gli atleti. Noi come circolo Lauria abbiamo un totale di 160 atleti. La scuola vela che facciamo ogni anno vede 250 atleti. Abbiamo uno spessore di scuole molto elevato, dare un calcio al lavoro svolto».

 

 

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