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Vendita quote, stadio e centro
sportivo. Le novità dal CdA

Vendita quote, stadio e centro sportivo. Le novità dal CdA



 

Dopo il Consiglio d'Amministrazione di ieri le posizioni dei soci appaiono più chiare. Su La Repubblica, Valario Tripi racconta come Dario Mirri e Tony Di Piazza restano uniti solamente dalle carte firmate che prevedono almeno un altro anno di collaborazione per il bene del Palermo. Due riunioni con quattro protagonisti che sono sempre gli stessi: per Hera Hora il presidente Daniele Mirri, il vicepresidente Tony Di Piazza e il consigliere d'amministrazione Dario Mirri; per il Palermo il presidente Dario Mirri, l'amministratore delegato Rinaldo Sagramola e il consigliere Tony Di Piazza.

 

E' stato l'ennesimo pomeriggio di confronto che non ha risolto i problemi, ma ha confermato l'intendimento di tutti: costruire una squadra che possa centrare la promozione in serie B. Del resto sull'operatività del Palermo a breve e medio termine, con un raggio temporale sino alla fine della prossima stagione, non ci sono dubbi, né preoccupazioni. C'è una cassa con fondi già versati che dà la possibilità di avere una prospettiva operativa completa, un budget da sei milioni di euro e una stima di fatturato da dieci milioni di euro per una spesa viva stimata intorno a quattro milioni di euro.

 

Ma l'ex vicepresidente del Palermo Di Piazza ha sempre l'intenzione di vendere il suo quaranta per cento del club. Le operazioni preliminari sono già iniziate: l'acquirente potrebbe essere lo stesso Mirri. Non ci sono acquirenti forti che possano dare un'accelerata al progetto triennale del Palermo rilevando, oggi a metà programma e in linea con gli obiettivi, le quote dei due litiganti. Ad oggi non c'è la possibilità immediata di risolvere i problemi al centro delle polemiche fra Di Piazza e Mirri, con il primo che di fatto accusa il secondo di essere un accentratore e l'altro che replica ricordando le percentuali delle azioni in suo possesso.
Ma la macchina operativa è già partita. Il telegramma ricevuto dalla Lega Pro con la notifica della promozione in C ha messo in moto l'iter burocratico per trasformare il Palermo da società sportiva dilettantistica a club professionistico.

 

Nel frattempo è scattato, e subito rientrato, l'allarme per la convenzione sulla concessione dello stadio al club, la cui disponibilità è discriminante per l'iscrizione al campionato di C. Il sindaco Orlando una settimana fa aveva parlato di una bozza di convenzione sul tavolo degli uffici comunali. Il club aveva scritto agli uffici comunali competenti per prendere visione della bozza, ma dal Comune hanno risposto che, pur essendo pronti ad occuparsi celermente della vicenda e rasserenando la società rosanero, non è stato sottoposto all'attenzione del Consiglio nessun testo e nessuna commissione si è mai occupata della questione.
Per la verità la commissione urbanistica guidata allora da Giovanni Lo Cascio, rimasto nel frattempo coinvolto in un'inchiesta su speculazioni edilizie e tutt'ora agli arresti domiciliari per quella vicenda, aveva già iniziato a lavorare su una bozza di convenzione, ma poi non se n'è saputo più nulla.
Nel corso del cda, che ha lavorato anche sulla chiusura del primo bilancio del nuovo Palermo, approvato ieri, il presidente Mirri ha aggiornato Di Piazza sul progetto del centro sportivo e sui passi avanti per l'acquisizione dei terreni a Torretta che sarà perfezionata solo dopo avere ottenuto l'autorizzazione a costruire. Di Piazza valuterà, entro una settimana, se partecipare all'investimento per realizzare il progetto.


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3 commenti

  1. Aggrega nullafacenti 16 giorni fa

    Appunto Ciuriddu, è una società dalla quale se ne deve uscire immediatamente, se non è troppo stupido. Mettere soldi per fare comandare IN OGNI CASO gli altri. Follia. E col rischio di perderli tutti. Fatevelo coi vostri soldi il centro sportivo. Ah vero, tu fai il bello coi soldi degli altri, Ciuriddu.

  2. CiuridduScaiNius24® 17 giorni fa

    Qui pare ci siano solo impiegati statali o ex mascherine dell'orfeo all'oscuro di cosa sia un CdA. In due parole i consiglieri o il vicepresidente hanno facoltà di voto e vige sempre la regola della maggioranza per le decisioni ma con parola finale all'azionista principale. In questo caso però con due soli azionisti portanti e non avendo Di Piazza altri alleati, deve sottostare al 60% di Mirri prendere o lasciare. Deve mettere solo picciuli? Si, oppure lascia. Il centro sportivo si farà lo stesso tranquilli. Marceeè cancia a bobina ca finiu u primu tiempu di Moana la timida jajajajajajjajajaj

  3. Aggrega nullafacenti 17 giorni fa

    Ma che società è questa? Tre contro uno. In queste condizioni Di Piazza deve fare solo l'utile idiota che mette soldi. Senza prospettiva di vendere la sua quota e recuperarli. Si fermi ora...

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