Palermo, progetti e Mirri. Parla Sagramola
In attesa del 12 luglio, giorno in cui si saprà con certezza se il Palermo è iscritto o no al prossimo campionato di Serie B, c'è già chi mostra interesse nei confronti della società rosanero in caso di ripartenza dalla Serie D.
Tra gli interessati ad acquisire la società rosanero in caso di Serie D, oltre a Massimo Ferrero, anche il duo Dario Mirri-Rinaldo Sagramola. Quest’ultimo, ex dirigente del Palermo, è intervenuto durante la trasmissione “Zona Vostra” in onda su TRM:
«Il mio stato d'animo? C’è grande dispiacere vedendo ciò che sta accadendo. Lo vivo male. Con un po' disagio. Ho avuto la fortuna di essere a Palermo dal 2004 al 2012, nei suoi anni migliori. Andai via nel momento in cui il presidente cominciò a togliere l'attenzione dal Palermo»
L’ADDIO
«Andai alla Sampdoria e l'anno dopo il Palermo andò in B. Non riuscirono più a gestire la società. È mancata una stabilizzazione societaria a livello societario, non solo per quanto riguarda gli allenatori».
SITUAZIONE
«Naturalmente con un briciolo di consapevolezza e meno arroganza, il percorso poteva essere migliore per salvaguardare la società. York è stata esclusa da Arkus. L'uscita di Macione (“Arkus 1 e York 0”, ndr) fu infelice. Arkus aveva accettato le condizioni anche in merito ad Alyssa».
MIRRI
«Mirri è un caro amico. Abbiamo vissuto insieme la vicenda sull'opzione d'acquisto della società. Lui sta lavorando ad un progetto ambizioso per la società. Lui ha già dichiarato il suo interessa al Sindaco in caso di Serie D del Palermo. Ha dimostrato – continua – a febbraio di volere il bene di questa società. Un aiuto che potrebbe essere vano alla luce dei fatti attuali. Lui si mette in prima fila. In attesa di capire se potrà essere lui la scelta di Orlando».
PROPOSTA PER IL SINDACO
«Progetto da presentare al sindaco? Sarà il sindaco a stabilire i requisiti che bisogna avere per presentare la propria candidatura. In questa fase, dato che si parla di progettualità triennale, le forze ci sono già. Da quanto è emerso, la proposta deve essere inclusiva, con una quota destinata all'azionariato popolare. Si può essere aperti a qualsiasi intervento. Per portare la squadra in Serie B non è necessario uno sceicco».
DIPENDENTI PALERMO
«Io penso che oltre all'obbligo morale, c'è da tenere in conto che non si può ripartire con un budget da Serie A. Una struttura di Serie D deve essere snella ed efficiente. Il Palermo deve risalire al più presto ai livelli che gli competono. Palermo deve tornare al più presto a confrontarsi con gli avversari che merita, con tutto il rispetto per la Serie B. Il Parma? È stato bravissimo a ripartire e anche fortunato (ride, ndr). Tanto di cappello. L'esempio di Parma è centrato».
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Redazione