Almeno l'orgoglio
3, 2, 1. È iniziato il countdown che porta dritti alla fine di questa regular season ricca di ombre e così povera di luci rosanero.
Altre 3 partite per chiudere i giochi del campionato più grigio degli ultimi anni, un’altalena di emozioni, poche, e nervi tesi, troppi, serpeggianti tra i tifosi, delusi soprattutto dall’ambizione frettolosamente dichiarata ai nastri di partenza, e tra gli stessi calciatori partecipi di uno spogliatoio che non ha saputo nascondere la polvere della discordia sotto il tappeto del “va tutto bene”.
Altri 270 minuti per regalarsi - quantomeno - una partecipazione ai play-off che ad agosto 2020 sembrava la base, il minimo, il palese traguardo da tagliare con largo anticipo.
Ma è andata così ed appare inutile, se non dannoso, tornare sulle mille motivazioni di una prestazione opaca spalmata su 9 mesi.
Non resta che tirare fuori l’orgoglio, almeno quello, per darsi una spinta finale, decisiva, giusta per concludere nel migliore dei modi lo strazio calcistico di cui tutti i protagonisti del prato verde sono stati autori, produttori e interpreti.
Allora Bari, fra due giorni: sfida che ha dovuto cambiare sapore rispetto alle attese d’inizio stagione, quando si parlava di big match, di scontro diretto, di promozione.
All’andata chiuse il terribile 2020: è ancora negli occhi la perla esplosa dal destro di Lorenzo Lucca su calcio di punizione. E sulla pelle una maglia celebrativa che resta la cosa più bella di questo campionato.
E poi Cavese, nel giorno della Liberazione, e Virtus Francavilla, l’ultimo capitolo.
3 partite, 3 settimane, 3 risultati che non cambieranno il finale di questo racconto, ma possono perlomeno addolcirlo.
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Redazione