Si sta come al Barbera ai microfoni i no comment
Così procede la piccola grande battaglia interna tra la nuova proprietà del Palermo e Rino Foschi: senza commenti.
Solo che, se da un lato il «no comment» proferito dal patron Salvatore Tuttolomondo venerdì mattina dice tanto, dall’altro il «non ne ho voglia» di Foschi, la stessa mattina, lascia perplessi.
Fin qui la narrazione si sintetizza in “due galli in un pollaio”.
In realtà “la situazione è un po’ più complessa” e soprattutto poco chiara.
Dalle segrete stanze del Renzo Barbera non filtra assolutamente nulla che possa agevolare la comprensione di ciò che è, né di ciò che sarà.
Quel che appare ormai evidente è che dopo un tira e molla durato qualche giorno, si sia giunti ad una rottura definitiva tra i proprietari del Palermo e il quasi ex direttore sportivo rosanero.
Divergenze su più fronti: e suoi ruoli, e sulle strategie. Mentalità diverse.
Ora si lavora sulla risoluzione del contratto che lega Foschi al Palermo fino al giugno 2020. Un contratto oneroso, una matassa difficile da sciogliere, considerando che da entrambe la parti non ci sarebbe alcuna intenzione di fare un passo indietro. Toccherà a Fabrizio Lucchesi l’onere di mediare per arrivare in fretta ad un compromesso.
Anche - soprattutto - perché la situazione potrà restare «sospesa», così come il dg rosanero l’ha definita, ancora per poco: il calciomercato è alle porte e la figura del direttore sportivo, seppur sotto la supervisione dello stesso Lucchesi, risulta necessaria, oggi più che mai, visto che c’è un organico da rifondare.
Tra un «no comment» e un «non ne ho voglia», insomma, si sta sospesi, in bilico, in attesa.
La speranza è che non si arrivi allo scontro frontale, perché il Palermo non ne ha bisogno e, soprattutto, perché la storia di Foschi in rosanero merita un addio tra gli applausi della platea che gli ha voluto davvero bene.
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Redazione