«Foschi certezza monumentale. Palermo, riparti da lui»

«Foschi certezza monumentale. Palermo, riparti da lui»

 

Dopo mille tribolazioni il campionato di Serie B, in attesa di scoprire l'ultima retrocessa in Serie C, è volto al termine ma non sono di certo mancate le polemiche. Due anni di cadetteria all'insegna del caos, che hanno marchiato il sistema calcio italiano e che ha fatto vittime illustri. Fra queste, una "vittima a metà" è sicuramente il Palermo, che ha evitato sul rotto della cuffia la retrocessione in C ma non ha potuto giocare sul campo i play-off promozione, vinti alla fine dal Verona di Aglietti. Claudio Onofri, ex calciatore e opinionista, per anni commentatore tecnico della Serie B su Sky, ha commentato ai nostri microfoni quanto accaduto in questi ultimi due anni e ha espresso il suo parere sul Palermo del presente e del futuro: 

 

 

I play-off di Serie B appena conclusi hanno visto l'affermazione quasi a sorpresa del Verona, che ha raggiunto Brescia e Lecce in Serie A. Secondo lei il Palermo avrebbe potuto, visto l'esito finale, imporsi nella volata finale per la massima serie?


Allora, parto dal presupposto che se il Palermo avesse potuto disputare i play-off, li avrebbe con ogni probabilità vinti. In una situazione normale probabilmente sarebbe potuto arrivare anche alla promozione diretta. Il campionato ha, come di consueto, ribaltato molti pronostici: Lecce e Brescia, che all'inizio erano quasi delle outisider, sono riuscite a salire; il Verona ci è arrivato ma dopo mille tribolazioni. Il fatto positivo è che sicuramente non abbiamo assistito ad un campionato noioso: l'altra faccia della medaglia è data da un'inversione di tendenza frutto anche di un livellamento verso il basso sul quale bisogna interrogarsi a livello di movimento. Il fatto che piazze importanti siano tornate in Serie A fa comunque bene: spero vivamente che possa riuscirci a stretto giro di posta anche il Palermo.


La situazione creatasi in seno alla Serie B è stata un unicum destinato a restare in negativo nella storia. Possiamo considerarlo il punto più basso mai raggiunto negli ultimi anni?


Può sembrare un paradosso ma mi auguro davvero che sia il punto più basso: se si dovesse scendere ulteriormente non saprei davvero più cosa pensare. La situazione calcistica italiana in questo momento è deprimente: se pensiamo all'Entella, riammesso a inizio anno in B, che ha dovuto recuperare sette partite durante la stagione per chiudere un campionato  in un livello che per altro non sarebbe dovuto essere il suo, abbiamo già una somma che fa il totale. La Serie B ha bisogno di intraprendere un percorso lineare, che parta dalla definizione di regole che siano uguali per tutti, poi da lì può scendere tranquillamente tutto il resto. Il discorso non è solamente legato ad una singola lega ma vale per un intero sistema calcio: inutile crogiolarsi sull'arrivo del Cristiano Ronaldo di turno come simbolo della rinascita di un movimento, se poi succedono cose del genere.


Alla fine della giostra, la squadra ad uscire peggio da questa situazione è stata il Palermo, salvo dalla spada di Damocle della C ma comunque privato della possibilità, conquistata sul campo, di giocare i play-off a poche ore dal loro inizio...


Io, che a piazze come Palermo sono affezionato a prescindere, perché amo il calcio e amo tifoserie come quella rosanero, mi sento diviso: che il Palermo abbia evitato la C è un bene ma il fatto che gli siano stati tolti i play-off sinceramente è qualcosa di difficile. Di entrare nel merito delle questioni e dei cavilli giuridici non me la sento perché non ho le competenze per farlo: certo comunque è che se c'è un sistema così mal strutturato avere dei dubbi diventa facile anche quando potrebbero esserci i presupposti giuridici per condanne di questo tipo. Non lo dico per piaggeria, ma avrei sperato che dopo il campionato disputato il Palermo avesse avuto la possibilità anche solo di giocarsi che Serie A.


Ad ogni modo il Palermo adesso riparte e lo fa con la nuova proprietà di Arkus Network, ormai ufficialmente insediatasi. Che impressione le ha fatto la nuova governance rosanero?


La sensazione è quella di essere di fronte a persone che parlano in maniera chiara e precisa. Sono rimasto impressionato da Salvatore Tuttolomondo e dall'onestà intellettuale della sua esposizione: ha inquadrato la situazione in maniera lucida, precisa, senza imbonimenti ma con una certa profondità dando indicazioni chiare. Certo gli step da fare sono parecchi: c'è un lavoro lungo e certamente non si tratta di un lavoro semplice. Credo che comunque ci siano i presupposti, a breve o medio termine, per riportare senza paure e traumi, il Palermo sui livelli che gli competono.



In chiusura le chiediamo da chi e cosa deve partire il Palermo che verrà.


Allora partiamo dal fatto che il Palermo ha, nei suoi pregi e nei suoi difetti, una certezza monumentale di nome Rino Foschi, persona legatissima al Palermo nonché uomo di enorme competenza calcistica, che ha dato tanto ai colori rosanero: lui deve essere un punto fermo. In merito all'allenatore, vedrei benissimo Pasquale Marino, grande conoscitore della categoria nonché tecnico che pensa e crea calcio: anche il nome di Iachini per la sua storia in rosanero e in generale può essere un profilo di spessore. Sui giocatori, inutile buttare lì dei nomi: quel che conta è individuare dei profili che abbiano, al di là dello spessore tecnico, le giuste attitudini caratteriali e che sia in grado di metterci il cuore e gli attributi.


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