«La realizzazione del centro sportivo vale la promozione»

«La realizzazione del centro sportivo vale la promozione»

Parla Dario Mirri.

Durante la diretta organizzata da AmiciRosanero il numero uno del Palermo ha toccato argomenti spinosi quali una possibile vendita della società, il rapporto con l'ex vice presidente Tony Di Piazza e il capitolo centro sportivo, legato anche alle questioni Pasqualino e Tenente Onorato:

«Il centro sportivo è un elemento fondante, per me la realizzazione del centro sportivo vale la promozione. Ha un valore importante per lo sviluppo di un progetto, è incredibile che la quinta città d’Italia non abbia un centro sportivo. Gli infortuni credo non esista certezza sulla causa, il Palermo l’anno scorso si è allenato al Pasqualino e non ha avuto tutti questi infortuni. Se esistessero regole nessuno farebbe gli allenamenti in sintetico. Anche a Carini stiamo investendo, circa ventimila euro per adeguare il campo a quelli di ultima generazione. Per quanto riguarda il Tenente Onorato i militari ci hanno chiesto il rifacimento della pista con un costo di 450 mila euro oltre alle spese di ordinaria manutenzione, cosa mai successa e incredibile. Ci hanno mandato via perché dovevamo rifare la pista di atletica oppure nulla, inaccettabile. Realizzeremo il progetto di Torretta e abbiamo trovato l’accordo con il privato per la concessione del campo sportivo compreso nel terreno scelto, aspettiamo l’amministrazione di Torretta. Stiamo cercando di gestire i tempi della burocrazia perché a quanto pare è necessario fare una gara che a questo punto speriamo di vincere. Non possiamo allenarci sempre allo stadio perché lo staff tecnico ritiene che gli allenamenti distruggano il campo da gioco, stiamo alternando i giorni fra il Barbera e il Pasqualino».

 

DIFFICOLTA’ MAGGIORE
«I risultati. Quello che posso fare io lo affonto con coraggio e probabilmente incoscienza, i risultati sono rimessi agli altri e mi rendo conto che è l’unica cosa che conta. Se non vinciamo le partite nessuno potrà seguirmi, potessi scendere in campo farei di tutto per rendere felici i tifosi».

 

VENDERE LA SOCIETÀ
«Abbiamo costituito questa società mettendo 15 milioni di capitale nella holding, nei prossimi due anni investiremo questi soldi e non avremo debiti per i prossimi anni essendo tutto capitale sociale immesso nella società, un investimento reale. Ci rendiamo conto che il valore della società è importante, vogliamo versare tutto il capitale al più presto, nei prossimi mesi, per dare sostenibilità e forza concreta alla società. Contatti con imprenditori? Andiamo avanti nell’investimento con Tony Di Piazza fino a quando abbiamo le forze per sostenerlo, crediamo che con quindici milioni in massimo due anni possiamo andare in Serie B. Se domani arriva lo sceicco non abbiamo dubbi del fatto che un ulteriore investimento sarebbe gradito ma non abbiamo avuto contatti e non c’è stato interesse sul Palermo».

 

DI PIAZZA
«Il fatto di accettare l'idea di versare tutto il capitale subito credo vada nella direzione di voler proseguire nel suo impegno. Le divergenze ci sono, io non sono informato su molte cose e va bene così perché molte cose non sono di mia competenza mentre invece lui vuole essere informato, pensava che le cose sarebbero cambiate rispetto ai primi accordi presi ma il rispetto dei ruoli è fondamentale. Paparesta? I legali di Di Piazza stanno lavorando per trovare una soluzione che possa permettergli di avere una persona fidata all’interno della società».

 

STADIO DI PROPRIETÀ
«Intanto io non sono amico di nessuno, ho rispetto per Orlando e rispetto dei ruoli. Stiamo parlando con l’amministrazione, è assurdo che siamo gli unici in Italia che hanno uno stadio edificato su un sedime non del Comune ma della Regione. Se il Palermo avrà lo stadio di proprietà come tante altre città sarebbe un traguardo straordinario. Il Parlamento ha stabilito che il parere della Sovrintendenza adesso è secondario e non vincolante, questo ci permette di poter evitare tanta burocrazia per la ristrutturazione dello stadio. Lo stadio può diventare un luogo funzionale di aggregazione e in quel caso gli investitori avrebbero un grande interesse nel Palermo».

 

PALERMO CHANNEL
«Stiamo investendo nella comunicazione ma il canale tv del Palermo è ingestibile come costi. Siamo però molto attenti su questo aspetto e il podcast si muove proprio in questa direzione».


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