Direttore Rais, mi permetta l'ardire
Continua la querelle sul fronte Savoia - Palermo, con i campani che continuano, curiosamente, a lanciare Tomahawk con destinazione Palermo.
Se andiamo a riavvolgere il nastro di qualche mese non si capisce - forse sarà un limite di chi scrive - il motivo per il quale in terra campana sia sorto un astio siffatto nei confronti del capoluogo siciliano.
Questa volta è toccato al direttore generale del Savoia esprimere il proprio "affetto" nei confronti del mondo Palermo. Società, squadra, stampa: il dirigente degli oplontini non risparmia nessuno, un J'accuse senza precedenti parso pretestuoso e fuori luogo.
Che poi si ritenga l'appellativo "chiacchierone" offensivo, beh, denota una certa permalosità non consona, geneticamente, a chi - il popolo campano stricto sensu - dell'ironia ne ha meravigliosamente costituito uno stile di vita.
Sembra piuttosto che in quel di Torre Annunziata si faccia alquanto fatica a riconoscere la supremazia di una squadra che - al netto di qualsivoglia polemica e/o episodio strumentalizzato ad arte - da settembre palesa il suo empirico dominio.
Forza che il Palermo vede riconosciuta da qualsivoglia avversario - trattasi di spirito sportivo non di sudditanza - settimanalmente con cordialità e obiettività.
Sarebbe più opportuno e bello prendere coscienza della realtà piuttosto che continuare ad alimentare un clima di "odio" tra due popoli della stessa terra, il nostro martoriato sud.
Non è un rimprovero, mi permetta l'ardire caro direttore Rais, ma una constatazione di chi conosce e ha sempre amato la sua terra.
Intanto noi continuiamo a parlare del nostro Palermo e di calcio, perché questo amiamo fare. L'invidia e il veleno non ci appartengono, sperando che in quel di Torre Annunziata sia una festa di sport.
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