CHISTA È A ZITA
E ancora lo stupore e l'amarezza per il risultato e le questioni tattiche, quando nel rendimento rosanero troviamo piuttosto estrema puntualità, quasi sconcertante, da far invidia alle lancette svizzere, al sole che ogni mattina sorge, alla munnizza che si accumula per le strade di Palermo, insomma ad ogni evento che non riguarda il caso ma il sistema.
La delusione, qui, è oltre i 90 minuti, va spalmata sui binari lunghi della stagione. Il realismo lo impone: è tempo di capovolgere il punto di vista. Si è già in ritardo, se il Palermo alla prima giornata di ritorno, dopo 19 partite, galleggia nella zona grigia ed anonima che vede la zona play-out più vicina del terzo posto. Sono fatti, numeri, circostanze, errori che si ripetono, e non più episodi; c’è insomma coerenza assoluta nell’altalena dei risultati, la quale oggi si traduce senza timore di smentita nella locuzione tutta siciliana che esplica meglio di ogni altra unione di parole lo status di questa squadra: chista è a zita.
Non regge nemmeno più la divergenza di opinioni sul singolo che sta in panca e non va in campo: se anche il tecnico avesse torto, torto marcio, quanto più apprezzabile sarebbe oggi la classifica rosanero?
Questa è la zita, questa è la dimensione della macchina guidata da Roberto Boscaglia.
Cambierà qualcosa, non c’è dubbio, perché viste le premesse e le ambizioni, difficilmente potrebbe andare peggio. Ma è davvero ora di piantare saldi i piedi a terra, scoprire una volta per tutte e senza troppo stupore che non c’è ampio margine di manovra e ridiscutere gli obiettivi: oggi l’unico realistico è stare dentro la griglia play-off. Tutto il resto è velleità.
Redazione