C'era una volta il Renzo Barbera

C’era una volta il Renzo Barbera, campo di mille battaglie, dove sono cadute anche le grandi. La Juventus, l’Inter, il Milan e le altre, che hanno lasciato punti importanti in uno stadio che per anni ha avuto una delle cornici di pubblico più calorose e importanti del calcio italiano e non solo.

 

C’era una volta il Renzo Barbera, teatro di partite importanti, di partite europee e di invasioni straniere che hanno trovato sconfitte in uno stadio che è diventato casa per molti.

 

Giocatori, allenatori, avversari, tutti accomunati da un unico pensiero: “giocare al Barbera è sempre una grande emozione”. Sì, perché non importa se vesti i colori rosanero o quelli di altre squadre, il pubblico rosanero e il Renzo Barbera trasmettono qualcosa di magico che rimane nei cuori di tutti.

 

C’era una volta il Renzo Barbera, dove il Palermo di Miccoli, Pastore, Cavani, Toni, Zauli regalava emozioni e vittorie che sembrano ormai di un’epoca passata.

 

C’è adesso un “Renzo Barbera” teatro senza pubblico, come tutti gli altri palcoscenici nell’ultimo anno, che a causa della pandemia ha perso gran parte del suo fascino. Niente bandiere che sventolano, niente cori (seppur divisi), niente incoraggiamenti e niente fischi che rendevano il “Renzo Barbera” La casa del Palermo.

 

Dai diecimila abbonati dello scorso anno in Serie D, si è passati ai pochi presenti che sono costretti a vedere una squadra che è ben lontana da quelle passate. È vero, non ha senso pensare al passato, ma in un anno in cui si rivalutano anche le piccolissime cose, è impossibile non pensare anche a quelle grandi cose che un tempo facevano dimenticare ciò che di negativo si viveva nel quotidiano.

 

In un periodo in cui non tutto va bene, speriamo sempre nella gioia di una partita ricca di emozioni, di gioco e di punti, ma quest’anno non è così.

 

C’è un “Renzo Barbera”, prima casa di grandi gioie domenicali, di grandi prestazioni e di tanti punti, che è diventato quest’anno un tabù per la sua stessa squadra di casa.

 

Lo dicono, anzi lo urlano i numeri: in 16 partite giocate in casa, il Palermo ha ottenuto 5 vittorie, 6 pareggi e 5 sconfitte. Un andamento negativo che si è confermato anche sabato scorso quando la squadra di Filippi ha ottenuto un brutto pareggio contro la Vibonese.

 

L’assenza di pubblico ha probabilmente influito, ma con una squadra che non brilla, anche il più accanito dei tifosi avrebbe faticato a sostenere i propri colori.

 

C’era una volta l’effetto “Renzo Barbera”. E speriamo di rivederlo di nuovo presto, ma tutti insieme.


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