Tifosi che entrano: «Come si fa a non andare allo stadio?»
Chi va allo stadio ha dovuto scegliere tra cuore e ragione
Per i tifosi rosanero andare al Barbera è un’emozione che si rinnova ad ogni partita, per alcuni la scelta per il sì è stato un percorso molto travagliato, come accaduto a Flavia Santoro, admin del gruppo Fb “Forza Palermo sempre nel cuore” che pur condividendo totalmente le ragioni della protesta, non ha potuto rinunciare ad abbonarsi:
«Io che sono stata abbonata per tanti anni in curva nord - ha ricordato Flavia Santoro - ho perso il termine ultimo per rinnovare il mio posto, perché ero decisa a non farlo. Poi sul piatto della bilancia ho messo la mia passione ed il rancore che avevo nei confronti della società ed è prevalsa la passione. Sapevo che comunque non sarei riuscita a vedere il Palermo in televisione ed a quel punto tanto valeva entrare allo stadio per supportare la squadra, con la speranza che qualcosa cambi nella gestione della società, nei confronti della quale non nutro nessun rispetto. Seguo il Palermo da piccola perché andavo con mio padre e tengo molto ai miei colori, non essere al Barbera lo vivrei come un tradimento nei confronti dei ragazzi che indossano la mia maglia, al di là di tutto è una cosa alla quale non so rinunciare perché vedere quei colori in campo per me è sempre un’emozione. Mi auguro di rivedere il Barbera di nuovo pieno, anche se capisco le motivazioni di chi non si è abbonato. Ho molti amici che dopo tanto tempo hanno rinunciato e stanno vivendo con grande sofferenza questa scelta. Hanno fatto prevalere il rancore, li capisco e so che sarebbero pronti ad accorrere allo stadio se le cose in società dovessero cambiare. Sicuramente non hanno perso la loro passione che continua a covare sotto la cenere.
Barbera deserto: «Ho 72 anni, non ho più tempo»
Chi è decisamente contraria alla protesta è Stefania Cimino, 43 anni impiegata amministrativa, il suo legame con il Palermo riguarda solo il calcio giocato e va oltre le vicende strettamente legate alla gestione della società:
«Sono una fedelissima del Palermo, mi abbonerei pure in Lega Pro, nonostante la brutta gestione e gli errori commessi da Zamparini. Dobbiamo ricordarci che siamo stati per tanto tempo in serie A grazie a lui. E’ un imprenditore, gli errori si possono commettere e sotto questo punto di vista secondo me non ha tante colpe, anche se da tifosa devo dire che ha fatto brutta figura nei nostri confronti. Nonostante tutto seguirò il Palermo sempre, ovunque e dovunque. La protesta di chi non entra non la condivido, secondo me i veri tifosi devono sostenere sempre la squadra, nel bene e nel male, come una vera famiglia. I giocatori hanno bisogno del nostro sostegno, se si vuole contestare Zamparini ci sono altre strade per farlo, si può chiedere un confronto con lui, ma queste contestazioni fuori dallo stadio non risolvono nulla. Per me andare al Barbera è sempre una grande emozione anche se non abbiamo uno squadrone, le maglie rosanero riescono sempre a farmi emozionare e non riesco a stare lontana dallo stadio. Spero che chi protesta capisca che sta sbagliando strategia e rientri per aiutare la squadra che ha bisogno del calore e dell’affetto dei suoi sostenitori.»
Stadio vuoto: le ragioni di chi non entra
Anche per Max Fiduccia, 41 anni impiegato e abbonato allo stadio dalla stagione 1981/82, le contestazioni servono a ben poco:
«Mi sono abbonato perché credo che le partite della squadra del cuore devono essere vissute allo stadio, non sono un tifoso da poltrona. Il Palermo non è Zamparini, in questo momento è il proprietario ma devo dire che in tanti anni ho visto delle società gestite molto peggio. Gli ultimi anni sono stati poco piacevoli per noi tifosi e sono state più le delusioni che le gioie, ma ritengo che le contestazioni, sia dentro lo stadio che fuori, servano a poco. Faccio l’esempio della Lazio e del presidente Lotito che da anni è forse il presidente più contestato nella storia della società, anche se probabilmente è il più vincente. Sono anni che i tifosi gli chiedono di andarsene eppure è sempre là. Quindi entrare o non entrare non può cambiare le sorti della trattativa che Zamparini può avere con Frank Cascio o piuttosto con Baccaglini, non sono questi gli aghi della bilancia per una cessione, quanto piuttosto gli investimenti, le garanzie, le banche ed il vile denaro. Il tifoso che resta fuori si perde una bella giornata di calcio. E’ chiaro che ognuno è libero fare le scelte che meglio crede. Sicuramente Zamparini sta gestendo in maniera che anche io come abbonato non condivido. Dopo la finale di coppa Italia c’è stata una parabola discendente. Quello che gli rimprovero è la mancanza di chiarezza. Se non era più nelle condizioni di allestire una squadra competitiva doveva dire di avere delle difficoltà, il tifoso palermitano che è genuino e vero, avrebbe compreso, invece ha continuato ad esternare e qui c’entra pure la stampa. Zamparini ha una facilità di chiacchiera che a volte diventa controproducente, una frase da bar viene magari strumentalizzata. Otto volte su dieci non leggo le sue dichiarazioni e sto pure più sereno. Sono convinto comunque che quest’anno il Palermo possa tornare in serie A ed il mio augurio è che la gente si convinca che è inutile restare a casa, perché se Zamparini venderà non lo farà perché la gente protesta, lo farà per altri motivi. Per ultimo vorrei sottolineare che quando il Palermo era in Coppa Uefa eravamo in pochi ad andare allo stadio, questo è fortemente indicativo, la volubilità di Zamparini è pari a quella dei tifosi rosanero: nessuno si piglia se non si rassomiglia.»
Le ragioni di chi non entra: «Zamparini era Superman...»
C’è anche chi da lontano non condivide la protesta dei tifosi che hanno deciso di non entrare al Barbera. Per Piero Cirrito – ex dirigente bancario che vive fuori Palermo, il rammarico più grande è quello di non poter seguire le partite casalinghe al Barbera:
«Sono un tifoso che vive fuori per lavoro e c’è grande rabbia e tristezza nel vedere quello stadio quasi vuoto. Abito a Roma e non capisco come si fa a non andare, io andrei sempre e quando posso vado in trasferta. Non condivido la protesta, si contesta quando succedono le cose, un segnale chiaro era stato due anni fa quando furono venduti Dybala e Belotti, in genere non si vendono mai due giocatori che hanno lo stesso ruolo, era evidente che si voleva solo far cassa. Zamparini è criticabile per quello che ha fatto negli ultimi anni, ma io vado allo stadio da quando avevo sette anni e per molti anni quelli della mia generazione siamo stati legati a squadre modeste. Quando Zamparini è arrivato ha fatto grandi investimenti, poi ad un certo punto ha deciso di non fare più niente, ma contestare adesso non serve a nulla, la passione per la propria squadra non si può abbandonare. Dagli incassi del botteghino arriva poco e quindi secondo me questa è una contestazione sterile. Se qualcuno vuole comprare il Palermo si faccia avanti, ma una piazza così non entusiasma più, se uno vuole vendere una macchina, la mette in vendita sporca? Quando arrivarono prima Sensi e poi Zamparini videro l’entusiasmo dei tifosi ed il potenziale che c’era, ma adesso chi se lo compra il Palermo? In Sicilia nessuno! Gli eventuali acquirenti lo farebbero per un ritorno di immagine, ma se non c’è più entusiasmo intorno alla squadra non compra nessuno. Da non più residente a Palermo vorrei dire ai tifosi di stare vicino ai giocatori per riconquistare insieme la serie A e di fare le proteste quando si vede chiaramente che si vuole smobilitare. Oggi abbiamo una squadra dignitosa per la categoria, abbiamo ridimensionato i sogni e ci auguriamo tutti che Zamparini se ne vada, ma si può contestare come fanno i laziali con Lotito, non lo amano per nulla, ma la squadra è la squadra. Rifiuto di avere la mia passione perché non mi piace il padre? Si può fare il possibile per cambiarlo, ma non si può rinunciare ad amare il Palermo.»
Redazione