Tedino si racconta: «Folgorato da Guidolin»
Le parole di Tedino sulla sua vita privata e i suoi modelli di riferimento
Il tecnico del Palermo, vero protagonista fino ad ora, Bruno Tedino si è raccontato a "La Repubblica": non solo la stagione col Palermo, ma anche modelli di riferimento e affetti di casa.
«Sono rimasto folgorato da Guidolin. Abbiamo lavorato insieme a Treviso e ancora oggi dico che Francesco è la persona che riesce a farsi capire dalla squadra nel minor tempo possibile. Una persona straordinaria che ha ricevuto meno di quello che avrebbe meritato. Poi ci sono tecnici che stanno facendo benissimo e dei quali cerco carpire la metodologia come Guardiola, Sarri, Spalletti, Allegri, Gasperini... La tuta? Il campo è un luogo di lavoro. Lo faccio per comodità. Ognuno fa quello che vuole, ma farei fatica ad immaginare Mancini in tuta. Io però fisicamente non mi vedrei bene.
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Mio padre e mio nonno carabinieri? Ho interrotto la tradizione di famiglia perché ho visto i sacrifici che mio padre ha fatto per una vita intera. Lui era un uomo vero. Quello che vorrei i miei figli vedessero in me. Cambiavamo casa per i continui trasferimenti. L’ho vissuto in maniera traumatica perché appena facevo un’amicizia dovevo andare via - ha raccontato Tedino -. Ma ho fatto peggio visto che anche nel mio mestiere si cambia spesso città. Ho studiato economia aziendale, ho lavorato in un’azienda, ma è durato poco. Mio padre è friuliano e mia madre di Benevento: del Sud ho il calore, l’orgoglio, la dignità. Del Nord la razionalità e la riservatezza nella vita privata.
Mia figlia tifosa del Palermo? Risale a dieci anni fa. Le piaceva la maglia rosanero e la portai a vedere il Palermo. S’innamoro dei rosa e di Miccoli. Oggi è la più felice»
Redazione