PERGOLIZZI

«Entrato nella storia del club.
Una delusione non proseguire»

«Entrato nella storia del club. Una delusione non proseguire»



 

Chiamato lo scorso anno per allenare la squadra della rinascita, Rosario Pergolizzi è riuscito a raggiungere l’obiettivo promozione nonostante le mille difficoltà. Criticato dalla piazza rosanero per diversi aspetti, Pergolizzi ha comunque centrato l’obiettivo Serie C.

 

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, l’ormai ex tecnico rosanero ha così parlato della sua esperienza in rosanero:

«Credo di aver dato tutto e di essere cresciuto come persona e allenatore-spiega Pergolizzi -. Era un esame importante nel quale mi sono messo in discussione e ritengo di averlo superato. Sono fiero di aver allenato il Palermo per la seconda volta e di essere entrato nella storia di questo club».

 

CAMBIO TECNICO

 «La società punta su un allenatore che conosca la Serie C? Condivisibile, lo pensa anche il tifo, ma se hai vinto in C non è scontato che ti ripeta, mentre se non l’hai mai vinta puoi anche conquistare la B. Il calcio non è una scienza esatta».

 

DELUSIONE

«Non è tanto per il fatto in sé, quanto per l’idea di avere avviato un percorso che mi sarebbe piaciuto continuare. I risultati avrebbero fatto da giudice. Se sai fare il tuo lavoro, lo sai fare a prescindere dalla categoria, a Palermo ho vinto un campionato Primavera -unico nella storia del club -, da calciatore ho giocato 500 partite. Dopo un torneo di grande livello con dei record raggiunti, non proseguire è una dura delusione».

 

LE CRITICHE DELLA PIAZZA

 «Vincere in D per una blasonata è sempre difficile, Foggia lo dimostra. Le critiche per me sono diventate una carica a fare meglio. Già quando venni scelto, buona parte della piazza storse il naso, ma posso anche capirlo, perché da un club importante ci si aspetta un nome importante. I buoni risultati all’inizio hanno aumentato l’acredine nei miei confronti perché non se li aspettava nessuno –ha detto- . A me tutto questo ha dato più forza. Ho sempre creduto nei miei giocatori, nella società e nella mia voglia di vincere».

 

DIECI VITTORIE CONSECUTIVE

 «Partendo in ritardo dovevo per forza vincere, perché in una piazza come questa se non iniziavo con il piede sull’acceleratore avrei rischiato il posto, ecco perché ho puntato più sulla continuità di risultati che sul gioco. Purtroppo, la gente si deve rendere conto che ogni categoria ha delle difficoltà, in D come in C. Il blasone non porta punti».

 

I TIFOSI

 «I tifosi vogliono i nomi e, spesso, non conoscono i fatti. A 33 anni allenai il Palermo in Serie A (per tre giornate, ndr,), forse i dirigenti di allora videro qualcosa, poi ho fatto il secondo in B a Ascoli e Bari, in Serie C ho allenato anche se non ho terminato i campionati, perché mi sono dimesso lasciando dei soldi ad Ascoli, Portogruaro e Pavia –continua-. Società che poi a fine anno sono fallite. A Marsala eravamo salvi a tre partite dalla fine, ma non prendevano stipendi da ottobre».

 

LA SQUADRA

 «Ho avuto una squadra di professionisti seri che mi hanno dato tanto lavorando in perfetto equilibrio con la società –ha detto-. Castagnini sa dove intervenire, c’è anche un buon patrimonio di under. A loro credo di avere insegnato la cultura del lavoro e del sacrificio e alla fine sono stati gli under che hanno inciso di più in tutto il nostro girone»


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