APPUNTI SPARSI

Capitano, mio capitano. Santana,
o della eterna giovinezza

Capitano, o mio capitano. Santana, o della eterna giovinezza




Sapevamo che Mario Alberto Santana non avrebbe salutato il calcio con le lacrime agli occhi. Non perché lo avesse annunciato nelle ore successive al grave infortunio che lo ha visto lasciare il campo in barella, con le mani a coprire la faccia segnata dal dolore. Avrà pensato, in quegli attimi, che recuperare questa volta sarebbe stata una sfida quantomeno improbabile: 8 dicembre 2019, Palermo-Acireale, dopo 20 minuti dall’inizio del match, il capitano va a terra. Entrano i sanitari rosanero e chiedono immediatamente il cambio: rottura del tendine di Achille, alla soglia dei 39 anni.

 

Ma il capitano non si arrende: a distanza di due settimane, intervistato da SkySport, ammette “l’infortunio è lungo”, ma annuncia: “È andato tutto bene e tornerò a disposizione della squadra il primo possibile”.

 

Dopo nove mesi e mezzo, l’emozionante ritorno in campo: i suoi compagni, intanto, hanno conquistato la promozione in Serie C, alcuni hanno salutato, altri sono rimasti e ci sono tanti volti nuovi, a cominciare dal tecnico. Al 71’ di Teramo-Palermo, Santana entra al posto di Kanouté: è il primo giocatore della storia rosanero ad avere almeno una presenza in tutte e 4 le prime categorie.
Ancora qualche minuto contro Avellino e Bisceglie, poi l’Odissea Covid che lo tiene lontano dal campo un altro mese. Torna a fine dicembre, appena un minuto sul finire della gara interna contro la Casertana. Qualche assaggio di campo, fino a Palermo-Bisceglie: finalmente titolare.

 

Non c’erano troppi dubbi sulla qualità che uno come Mario Alberto Santana, anche a 39 anni, può ancora regalare. Semmai qualche perplessità c’era sulla tenuta fisica. Ma il capitano stupisce una volta di più: 69 minuti in campo, leader indiscusso dei compagni che già al 7’ vedono gli avversari in vantaggio. Santana prende la squadra per mano, dal suo piede sinistro nasce l’azione del pareggio di Lucca e ancora dal mancino a 10 dal termine del primo tempo l’assist chirurgico per il vantaggio firmato da Gregorio Luperini.

 

La morale di questa favola rosanero è semplice ed immediata: quando ti chiami Mario Alberto Santana, la carta d’identità è solo un pezzo di carta.






2 commenti

  1. Aggregazione galattica lame rotanti 64 giorni fa

    D'accordo, però non rendiamo anglosassone quel campione del mondo: non era Little Tony, ma il grande Toni!

  2. Palermoforever? 65 giorni fa

    Io ricordo sempre l'epica discesa sulla fascia destra di un campo intriso di pioggia (e perciò più difficile da percorrere a tutta birra) sospinto (come ammise in seguito) dal pubblico che lo incitava per fornire l'assist del 2-0 a Luca Tony in un indimenticabile Palermo - Roma ... Giocatori senza tempo? Sì, esistono. E Mario è uno di questi.

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