Palermo, i pro e i contro della classifica corta
Tanti match contro le big da cui si è usciti indenni. Ma contro le piccole...
Classifica corta, anzi cortissima.
La serie B 2017/18, arrivati alle porte della 14ª giornata, si presenta come un grande ring dove tutti i lottatori hanno chance di successo e nessuno può sentirsi escluso dal fallimento.
In una graduatoria che vede l’ottavo posto (l’ultimo che dà l’accesso ai playoff) distanziato di appena sei punti dal diciottesimo (il primo dei playout) bastano due partite sbagliate in vetta per ritrovarsi nelle retrovie. In questa serie B, 180 minuti possono valere la testa o la coda della classifica.
Il Palermo di Tedino, secondo ad una sola lunghezza dal Frosinone capolista, è fin qui riuscito a mantenersi costantemente tra le prime della categoria.
Per il valore dell’organico - non solo sulla carta superiore a gran parte delle contendenti - che ha permesso ai rosa di non sbagliare due partite di seguito: diversi pareggi, vero, ma un solo k.o. a cui è seguita una risposta netta con l’affermazione sul campo del Carpi.
PALERMO, LA GRINTA DI RISPOLI E IL SOLLIEVO DI TEDINO
È un cammino positivo, con qualche punto perso per disattenzione e cali di tensione, ma che ha già messo in cascina gare dal valore importante: i rosa hanno affrontato trasferte sulla carta decisamente in salita, come la già citata Carpi, da cui sono arrivati tre punti, e i pareggi a Brescia, Frosinone e Pescara. Tutti incroci che nel girone di ritorno, con una classifica presumibilmente meno compatta e con diversi valori ridimensionati, avranno come set il “Renzo Barbera”, che non sarà il fortino inespugnabile di una volta, ma rappresenta pur sempre le mura amiche degli uomini di Tedino.
“Barbera” in cui sono andati in scena incontri non meno importanti di quelli già elencati: Empoli, Perugia, Parma, da cui il Palermo è uscito sempre imbattuto.
C’è un rovescio della medaglia, però: se è vero che contro le “big” i rosa hanno sempre dato grande prova di spirito e conseguenti ottime prestazioni, è altrettanto innegabile che contro formazioni più discrete (quantomeno sulla carta) la prestazione ha sempre difettato in concentrazione, forse per mancanza di quella “bava alla bocca” che Tedino invoca spesso, forse per la poca umiltà che deriva dalla consapevolezza di avere un organico tra i più forti della categoria. Ma è un fatto che, finora, il Palermo sia caduto soltanto una volta, in casa, contro un Novara senza dubbio ben messo in campo, ma dal valore non paragonabile a quello dei rosa. E ugualmente si sono lasciati punti ad Ascoli e si è rischiato contro la Pro Vercelli.
È UN PALERMO DIVERTENTE. ADESSO DI SEGNA DI PIÙ
Resta l’ottimismo per la posizione in classifica e per le statistiche che attestano la difesa rosanero tra le meno battute (la migliore insieme a quella del Venezia), per un attacco che prende lentamente forma e metabolizza le dinamiche richieste dal tecnico e per i giocatori che pian piano prendono fiducia e tornano a competere al massimo delle proprie potenzialità (Rispoli, su tutti).
Il pericolo, però, è dietro l’angolo: finché il gruppo di testa non andrà in fuga, si è tutti in ballo.
Angelo Casa
Redazione