PROPOSITI

Giammarva: «Sarò presidente
finché necessario»

Giammarva: «Sarò presidente finché necessario»



Durante l'intervista rilasciata al Corriere dello Sport, Giovanni Giammarva il Presidente del Palermo, ha parlato della sua infanzia, dei valori trasmessi dai suoi genitori e anche di ciò che si aspetta da questo 2018:
 

«Sono Giovanni Giammarva sessant'anni il 25 giugno, Cancro con ascendente Vergine. Non credo all'astrologia ma la seguo, non si sa mai. Il mio segno zodiacale dice che Giove è favorevole e Saturno contro, ma che Vergine ha tutti i pianeti a favore, il che significa che nel 2018 tutto andrà bene e vincerò sia pure con difficoltà e contrarietà-ha dichiarato-. L'ho detto a Zamparini? No, sono cose di cui non parlo con nessuno. Di solito. Da papà e mamma ho ereditato rigore morale e sorrisi. Appena ragazzino ho fatto karate per una dozzina d'anni fino alla cintura nera. E, come tutti, tiravo quattro calci tanto che il Caccamo mi propose un provino. Non ci andai. Sarebbe stato lo stesso se mi avesse chiamato il Real Madrid. Avevo talento, tifavo per l'Inter e Sandro Mazzola ma il pallone era un intruso che frequentavo per abitudine».

 

>>Giammarva si racconta: «Il Palermo non poteva essere abbandonato»

 

Prima di ricoprire il ruolo da Presidente, Giammarva ha prima cercato il coinvolgimento andando allo stadio:

  «Prima di accettare ho frequentato lo stadio alla ricerca di un coinvolgimento. Aspettavo una scintilla. Cosa mi ha colpito? I pranzi offerti ai vip nell'intervallo delle partite! Veri capolavori. Scherzo, ovviamente. Può esserci vita senza ironia? Diffido delle persone che non ridono. Mi hanno emozionato i virtuosismi di Coronado. Vedendo certe giocate ho provato una sensazione di gioia».

 

>>Moreo è un giocatore del Palermo. A breve l'ufficialità



Cosa è cambiato dal giorno della sua nomina e del suo possibile ruolo futuro nella società:

«Forse, sono diventato il bambino marinaio che va al circo o al luna park per immaginare un mondo diverso. Il calcio realizza un sogno di libertà: praterie immense, gente che corre. Stessa euforia in aereo. Col cellulare spento posso leggere un giornale senza essere interrotto. E volando con i pensieri, mi sono accorto che il mio ruolo non ha tempo-ha dichiarato Giammarva-. Non sarò mai il presidente di un giorno o di un affare. Non ho il sedere attaccato alla sedia. Sarò presidente finché necessario. Al Barbera non ho preso la stanza di Zamparini. Il patron mi ha detto che parlerà di me ad eventuali nuovi proprietari. Grazie, ma nessuna forzatura, posso smettere anche domani».






Lascia un commento

I commenti vengono moderati, letti e seguiti post pubblicazione e non a monte. Il materiale o contenuto proposto deve essere conforme con la discussione e la civile relazione tra utenti. La mail non sarà pubblicata. *