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Coronavirus, cosa prevede il
Decreto legge

Coronavirus, cosa prevede il Decreto legge



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Alla conclusione del Consiglio dei Ministri,  il premier Conte ha chiarito in conferenza stampa (CLICCA QUI) il contenuto del decreto legge approvato in giornata: multe per chi viola le restrizioni da 400 a 3000 euro; stop fino a 30 giorni per le attività commerciali e possibilità per i presidenti di regione di emettere ordinanze più restrittive nei territori a maggiore circolazione del virus, purché convalidate entro sette giorni con decreto del presidente del consiglio dei ministri.

«Abbiamo deliberato l’adozione di un decreto legge che riordina la disciplina anche dei provvedimenti che stiamo adottando in questa fase emergenziale. Il nostro assetto non prevedeva un’emergenza di questo tipo», ha spiegato Conte.


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 «Con questo decreto legge abbiamo regolamentato più puntualmente e in modo più trasparente i rapporti tra l’attività del governo e del Parlamento. Prevediamo che ogni iniziativa venga trasmessa ai presidenti delle Camere e che io vada a riferire in Parlamento ogni 15 giorni».

Nel decreto «abbiamo regolamentato anche in modo lineare i rapporti tra gli interventi del governo e le regioni, i presidenti delle regioni e province autonome possono adottare anche misure restrittive e se nel caso più severe ovviamente rimane la funzione di coordinamento del governo». 
I presidenti possono «introdurre o sospendere l’applicazione di una o più misure» firmando ordinanze valide per sette giorni, “in relazione a specifiche situazioni di aggravamento ovvero di attenuazione del rischio sanitario”. Anche i sindaci, a certe condizioni, hanno facoltà di introdurre o sospendere alcune misure, sempre sulla base dell’evoluzione dell’epidemia. 

 

La norma prevede che - alla scadenza dei divieti di circolazione e chiusura delle attività che hanno subito uno stop - sarà possibile adottare nuove restrizioni su specifiche parti del territorio nazionale o, se occorre, sulla totalità di esso, purché abbiano una durata non superiore a 30 giorni, reiterabili e modificabili anche più volte fino al 31 luglio, e con possibilità di modularne l’applicazione in aumento o in diminuzione secondo l’andamento epidemiologico del virus.

Per quanto riguarda le modalità di rilevamento delle positività al virus il premier ha spiegato che «fin qui abbiamo sempre seguito le indicazioni del comitato tecnico scientifico, abbiamo sempre seguito le loro indicazioni e mai disattese. Continueremo a farlo, al momento non c’è ragione di cambiare la nostra modalità sia di conteggiare i contagiati che di procedere ai test, abbiamo una linea di massimo rigore e massima trasparenza».

 

Sulla possibilità di scioperi, soprattutto nel settore dei carburanti, Conte ha dichiarato: «Sono convinto che non arriveremo a questo perchè ho visto nel mondo sindacale un senso di responsabilità, dobbiamo tutelare la salute dei lavoratori ed è per questo che siamo stati 18 ore con i sindacati a Chigi. La De Micheli sui carburanti adotterà un’ordinanza in modo da assicurare i rifornimenti nella penisola E’ chiaro che in questo momento dobbiamo presidiare le attività essenziali».


 

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