CONTE

«Questi i giorni più difficili
Sono preoccupato come tutti»

«Questi i giorni più difficili. Sono preoccupato come tutti»



 

 

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Il Covid19, il nuovo Coronavirus, ha messo in ginocchio l’Italia. Numerosi i provvedimenti e i Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri.

 

Nonostante ciò, moltissime ancora le infrazioni.

 

Il Premier Conte, intervistato da La Stampa, ha ribadito questa situazione:

 

 

«Cosa accadrà dopo? È presto per dirlo. Questi saranno i giorni più difficili perché non abbiamo raggiunto la fase più acuta del contagio e i numeri cresceranno ancora. Siamo in attesa, nei prossimi giorni, degli effetti delle misure adottate. Lo avevo detto da subito che non si sarebbero visti nell'immediato. Le restrizioni sono quelle indicate anche dal Comitato tecnico-scientifico. Adesso abbiamo compiuto un nuovo passo in avanti, chiudendo tutte le attività produttive che non sono strettamente necessarie né indispensabili a garantirci i beni e i servizi essenziali. Ma molto dipende dal comportamento responsabile di ciascuno di noi: se tutti, e ribadisco tutti, rispettiamo i divieti, se ognuno fa la propria parte, usciremo prima da questa prova difficilissima».

 

PREOCCUPAZIONE

«Sono preoccupato, come tutti gli italiani. Ma la responsabilità che avverto sulle spalle mi moltiplica il coraggio e le energie. Come "l'Italia dei balconi", vivo con orgoglio questo momento e coltivo una grande voglia di riscatto»

 

CRISI

«Stiamo affrontando la crisi più difficile dal dopoguerra. Anche gli italiani ne sono consapevoli. Questo è il momento delle scelte, delle scelte anche tragiche. Ma insieme al governo abbiamo stretto un patto tra noi e con le nostre coscienze: riconosciamo priorità assoluta alla tutela del diritto fondamentale alla salute dei cittadini. Siamo consapevoli che è in gioco anche la tenuta sociale ed economica del Paese. Ed è per questo che le nostre scelte sono sempre molto ponderate. Con gli ultimi provvedimenti abbiamo deciso di rallentare il motore del Paese senza però bloccarlo completamente. Ci aspettano settimane molto impegnative. Per questo serve davvero la collaborazione e uno sforzo in più da parte di tutti».

 

MISURE RESTRITTIVE

 

«Stiamo adottando tutte le misure ritenute necessarie per contenere l'epidemia al Centro ed evitare che esploda al Sud. Con tutta la squadra di Governo, in collaborazione con le autonomie territoriali lavoriamo anche di notte per scongiurare questo scenario. Gli italiani rimangano a casa, tanto al Nord quanto al Sud. Non ci sono alternative».

 

 

CAMION MILITARI CON BARE A BERGAMO

«Quelle sono le foto di tanti, troppi italiani che muoiono ogni giorno, tutti con un nome e un cognome. Dietro ci sono storie familiari, lacrime, sofferenze. Questa ferita rimarrà indelebile nella storia della nostra Patria. Non la potremo mai dimenticare. Nelle prossime ore arriveranno a Bergamo e nelle altre aree più critiche medici e infermieri. Abbiamo fatto un bando per una task force di 300 medici. In un giorno solo hanno aderito in 8 mila. In questo gli italiani sono straordinari. Stiamo potenziando le strutture ospedaliere esistenti e stiamo attivando nuove strutture. Ci stanno aiutando tutti: medici, infermieri, volontari, forze dell'ordine, forze armate. Numerose iniziative di sostegno, anche molto concrete, ci arrivano quotidianamente dall'estero. Stiamo facendo di tutto per le aree più colpite della Lombardia, del Piemonte, del Veneto, dell'Emilia Romagna, delle Marche».

 

 

SISTEMA SOCIALE

«Le misure restrittive introdotte ci costringono a modificare le nostre più consolidate abitudini di vita. Incidono sulle nostre libertà più amate. Stiamo vivendo un esperimento del tutto inedito nelle democrazie occidentali. Stiamo seguendo un percorso graduale e condiviso per resistere a questa emergenza, senza stravolgere i nostri valori, rispettando i nostri presidi democratici. Teniamo costantemente informate le forze di opposizione e in questi giorni sarò in Parlamento per riferire in dettaglio. Siamo consapevoli che non è semplice per nessuno rimanere a casa per lungo tempo. Ma la responsabilità e il sacrificio che chiediamo agli italiani è assolutamente necessario a contenere la diffusione del virus. Chi rispetta le regole protegge sé stesso e i propri cari. E dimostra di rispettare anche il sacrificio di chi, come i medici e gli infermieri, mette a rischio la propria vita per salvare quella degli altri. Ci sono gli operai, gli autotrasportatori, i commessi al supermercato, i farmacisti che garantiscono a tutti noi beni e servizi essenziali. Dico a tutti gli italiani: se ami il tuo Paese, resti a casa e lo proteggi».

 






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