Quel minuto 96 che infiamma la Serie B
Sembra quasi una metafora della vita: quando pensi che i giochi siano fatti...
A volte sembra quasi una metafora della vita: questo calcio che ci tiene incollati agli schermi, irrequieti sul divano nell’attesa del gol, della parata decisiva, del miracolo che possa sovvertire i destini di una intera stagione.
Novanta minuti più recupero.
Recupero di speranze, di convinzioni, di buoni motivi per crederci, con la sorpresa clamorosa che magari arriva a tempo scaduto, quando tutto sembrava deciso, fatto e finito. E invece no.
Una metafora della vita che regala momenti così rari e così belli da non credere ai propri occhi.
Basta un pallone che oltrepassi la linea al momento giusto per dover prendere atto che davvero It ain't over 'til it's over: non è finita finché non è finita. Lo disse - e ci credeva - la leggenda del baseball che fu Yogi Berra.
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Nel calcio come nei momenti che scandiscono i nostri giorni, gli umori e le sensazioni: quando pensi che i giochi siano fatti, arriva qualcosa a sovvertire ogni aspettativa.
Capita.
Come la doppietta di Moncini che in una frazione di secondo, quella in cui spinge in porta il 2-1, ribalta il risultato e mette k.o. un Parma già proiettato verso la Serie A; come il non gol di Gagliolo un attimo prima del triplice fischio: in un istante si infiammano gli animi di Frosinone, Palermo e Venezia e cambia tutto.
Capita magari per una pura coincidenza o, come si dice, per gli episodi. Ma succede, e dona un senso di irrefrenabile attesa per le ultime due giornate di un campionato che è brutto quanto avvincente, spesso vuoto di contenuti tecnici ma quest’anno pieno di adrenalina per gli sviluppi di una lotta promozione che, a due giornate dalla fine, vede tre squadre nello spazio di due punti e di una battaglia per la salvezza che promette sorprese.
La carica che in tante città italiane accompagna questo finale è alimentata dal fatto che con ogni probabilità i verdetti arriveranno negli ultimi fatali novanta minuti di stagione, al termine dei quali il 18 maggio ci saranno grandi festeggiamenti e cocenti delusioni in più di un campo.
Così il risultato del “Manuzzi” non può restare un episodio: gli uomini di Stellone devono capitalizzare il pesante passo falso dei ducali. Prima contro lo stesso Cesena in un “Renzo Barbera” che si preannuncia bollente; poi allo stadio “Arechi” di Salerno, un buon set per finire in bellezza e, con un occhio agli altri campi, sperare.
Redazione