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Azionariato in Sicilia si può.
Enna società esemplare

Azionariato in Sicilia si può. Enna società esemplare



Azionariato popolare. Un binomio di cui si parla ormai con frequenza nella realtà calcistica italiana.

A Palermo se n’è discusso più d'una volta. Vi avevamo raccontato del progetto nato da alcuni professionisti palermitani all’indomani della finale di Coppa Italia, nel 2010, ma mai realizzato; e poco prima del sorprendente annuncio che ha reso nota la trattativa tra Maurizio Zamparini e il gruppo rappresentato da Paul Baccaglini, l’azionariato popolare era tornato agli onori della cronaca grazie alla proposta di Tommaso Dragotto, che avrebbe voluto coinvolgere parte del tessuto imprenditoriale locale per mettere in piedi una valida alternativa per la gestione societaria.

Tante parole e buone idee mai portate a compimento.

 

Ma in Sicilia, seppur in un contesto diverso, più piccolo per dimensioni e categoria, c’è chi ha dimostrato la fattibilità di un simile progetto. Si tratta dell’Enna Calcio, Unione Sportiva Dilettantistica della città di Enna, che da settembre dello scorso anno è stata trasformata in una Società Cooperativa per Azioni.

 

Abbiamo avuto il piacere di parlare con i fautori di questo modello societario, un’assoluta novità nel panorama calcistico italiano: il presidente dell’Enna Calcio Luigi Stompo, l’amministratore delegato Fabio Montesano e il direttore generale Riccardo Caccamo.

 

«L’azionariato popolare è un progetto importante non solo dal punto di vista finanziario: è un grande investimento anche in marketing, perché instaura un forte legame tra società e territorio - dice il presidente Stompo. E non riguarda solo il calcio. Le azioni dell’Enna vengono acquistate da esponenti del mondo culturale, accademico, sociale, che saranno partecipi del progetto e avranno dei rappresentanti nel consiglio d’amministrazione».

 

Una gestione oculata e trasparente, anche dal punto di vista economico: «I soldi acquisiti tramite l’azionariato non saranno mai utilizzati per le spese correnti, ma solamente per il potenziamento della struttura societaria. Con la prima tranche abbiamo acquistato il pullman per la squadra».

 

Ma com’è nato il progetto di azionariato popolare ad Enna, società che oggi milita in Promozione? «Tutto nasce dalla vendita di un calendario della squadra - racconta il dg Caccamo. Il dottor Montesano, presidente dell’Ordine dei Commercialisti (e a.d. dell’Enna Calcio, ndr) mi ha invitato ad un convegno e lì un collega commercialista di Salerno, presidente della Salernitana Sporting, mi ha spinto a provare. Una scelta coraggiosa che abbiamo voluto prendere e che sta dando i suoi frutti. Noi abbiamo la grande fortuna di avere i due presidenti, Luigi Stompo ed Enzo Grippaudo, che sono persone che mettono mano al portafoglio, ma allo stesso tempo lasciano ampio margine decisionale, per poter operare nella massima disponibilità».

 

«Esattamente un anno fa, il 12 maggio 2016 - aggiunge l’ad Montesano - organizzammo questo convegno sulle associazioni e sulle società sportive dillettantistiche. La forza dei commercialisti è stata fondamentale, perché la grande sfida che abbiamo affrontato è stata quella di ricreare la stessa realtà di Barcellona o Real Madrid, ma in campo dilettantistico. Abbiamo dovuto applicare le norme del codice civile e quelle fiscali di agevolazione anche in presenza dell’azionariato diffuso. Siamo il primo esempio in Italia ad aver creato una Società Cooperativa per Azioni applicando, all’interno delle nostre regole societarie, tutte le norme che regolano il mondo dello sport dilettantistico. Questo è stato il grande successo: aver messo insieme le energie del territorio per costituire una società per azioni a capitale diffuso. Tra i primi azionisti abbiamo avuto Valentina Vezzali, che ha presentato un disegno di legge sull’azionariato diffuso in campo dilettatistico partendo proprio dall’esempio dell’Enna Calcio».

 

La verà novità che porta un progetto di azionariato popolare è la partecipazione dei tifosi azionisti alla vita della società, come racconta l’ad Montesano: «Noi siamo una società dilettantistica, ma abbiamo un Cda, quindi funzioniamo come una società professionistica a tutti gli effetti. Abbiamo coinvolto tutti i supporter, gli sportivi, gli imprenditori della città. C’è anche una scuola, l’istituto Federico II di Enna, che ha sottoscritto una quota della società e con la quale stiamo portando avanti diversi progetti per la valorizzazione degli studenti. Abbiamo coinvolto anche delle attività locali. Insomma, l’obiettivo che ci eravamo prefissati era quello di coinvolgere tutta la città. Abbiamo ereditato le macerie della società, sotto tutti i punti di vista, e siamo partiti da zero per ricostruire, per questo siamo la società del Fare».

 

«All’inizio, convincere la cittadinanza non è stato facile, anche per il periodo di forte crisi che viviamo - aggiunge il presidente Stompo -, però quel pizzico di incoscienza e la voglia di fare che ci contraddistingue hanno fatto in modo che in questi mesi le cose cambiassero radicalmente. Abbiamo realizzato il manto erboso dello stadio, iniziativa che ha svelato alla cittadinanza la serietà del progetto e delle persone che lo portano avanti. Se prima eravamo noi a cercare azionisti, adesso siamo sommersi di persone che ci chiamano perché vogliono sottoscrivere quote dell’Enna Calcio. Non ci aspettavamo un successo del genere, ma abbiamo rispettato tutti gli impegni presi e la città ha risposto alla grande. Questa è per noi una soddisfazione».

 

Un progetto che può diventare un esempio, un modello da seguire per tutte le società siciliane, come ribadisce il dg Caccamo: «Vogliamo dimostrare che se si vuole, si può riuscire a fare qualcosa. L’entusiasmo del calcio sta coinvolgendo anche il mondo economico di Enna. Siamo riusciti a portare tremila persone in tre partite, da quando abbiamo riaperto lo stadio. Per noi è un onore, ma è anche un onere».

 

Ma non ci si ferma al calcio. I dirigenti dell’Enna hanno in progetto la costituzione di una polisportiva: «Siamo molto attenti a ciò che succede nel mondo dello sport, perché crediamo che possa generare un effetto traino anche per l’aspetto socio-economico della società. Già dalla prossima stagione, potrebbe esserci la possibilità di integrare la squadra di pallavolo che milita in Serie D».


Come abbiamo detto, a Palermo se n’è parlato in più occasioni, ma non si è mai arrivati alla realizzazione dell’azionariato popolare. Con le dovute proporzioni, è un progetto applicabile alla realtà rosanero? «Credo che per Palermo un’esperienza del genere possa rappresentare un elemento di discontinuità - continua il dg Caccamo. Seguo il Palermo da sempre e vederlo ridotto così mi fa male. Nel nostro piccolo, cerchiamo di rappresentare un esempio anche per realtà grandi come quella rosanero».

 

Il 21 maggio il CONI e Sporteconomy premieranno l’Enna Calcio come piccola società sportiva dilettantistica che ha saputo creare un modello.

«Abbiamo circa 150 tesserati, tra dirigenti e calciatori. Pratichiamo esordienti, giovanissimi, allievi, juniores e prima squadra. L’anno prossimo partirà anche il calcio a 5 femminile. Abbiamo messo su una struttura da Lega Pro, siamo tra le pochissime società siciliane ad aver chiuso con un avanzo primario che ci dà la possibilità di guardare al prossimo anno con serenità e fiducia. Bisogna saper aspettare e progettare», conclude il presidente Stompo.





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