Zamparini vende a Frank se c’è un posto per lui nel nuovo Palermo
L'apertura del presidente e l’ambizione di giocare ancora, magari nel nuovo stadio o al centro sportivo.
“Sono con Cascio, stiamo trattando”, ha detto Zamparini a gds.it. Dopo il bastone, la carota. Zamparini ora pubblicizza in modo chiarissimo quel che fa. Cascio non è più antipatico: meglio così. Piace, a molti, questo rampante originario di Castelbuono che sa mettere insieme, in svariati settori, persone che finanzino le sue idee. Il modo arrembante di farsi notare, quando Zamparini lo snobbava, alla fine sta pagando, nella trattativa e nei consensi.
I presunti 50 milioni dell’offerta sono relativi. Come relativi (ma veri) sono i contatti con i cinesi. Quella è una storia poco calcistica e molto finanziaria, richiede tempo e pareri a più livelli. Cascio, invece, ha tempi ridotti e legami sentimentali e territoriali. E’ partito, però, con l’handicap: voleva il 100% del club, ovvero voleva accompagnare all’uscita Zamparini. E, dunque, si era messo (nella preferenza del presidente) alle spalle dei cinesi.
E’ probabile, ora, che la partita di Cascio, si giochi per buona parte su questo tavolo: se ha i soldi per acquistare il 70-80% del Palermo, Zamparini glielo può vendere. Ma a un patto: la possibilità di restare nel club, di partecipare alla parte sportiva e alla fase di espansione con stadio e centro sportivo. Del resto, questo Palermo l’ha creato lui. Ed è il suo giocattolo preferito. Se Cascio scioglie questo nodo, può cominciare a progettare la marcia verso Palermo con la corona dell’imperatore in testa. Ma niente spallate a Zamparini. Oggi il punto di partenza della trattativa è questo.
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Redazione