Don Gaetano, pallone e miracoli: Palermo, punta sul collettivo

Il parroco 'benedice' la nuova squadra rosanero. E racconta di Dybala, Zamparini e tanti altri.

Don Gaetano, pallone e miracoli: Palermo, punta sul collettivo

 

Quando Palermo vuol dire anche fede. Don Gaetano Ceravolo, parroco del santuario di Santa Rosalia sul Montepellegrino, “benedice” la squadra rosanero alla vigilia della prima di campionato, contro il Sassuolo: “Da quando sono a Palermo cerco di seguire le partite, si è creato un bel rapporto con la squadra”. Il gruppo allestito sino a questo momento, tuttavia, fa storcere il naso a molti: “Per fortuna ci sono i palermitani che vincono (ride, ndr). Battute a parte, abbiamo una tifoseria molto passionale e attenta. Anche alle vicende dei calciatori. I palermitani sono dei grandi tifosi”.

 

L’obiettivo, quest’anno, non può che essere quello della salvezza. Don Gaetano offre la propria ricetta: “Prima di esprimersi sulla qualità della rosa è necessario attendere qualche partita. Se i pronostici sul valore del gruppo dovessero essere confermati, bisognerà puntare sul gioco di squadra. Magari non permetterà ai singoli di eccellere ma potrà dare risultati. Il Palermo deve puntare sul collettivo”. Fede e calcio, ovvero sacro e profano che, talvolta, si incontrano nei dialoghi tra le persone. In primis, coi calciatori: “Qui veniva spesso Paulo Dybala, e probabilmente qualcuno dei nuovi si è già fatto vivo in questo periodo”.

 

Sul campo, magari, può capitare di non lasciare il segno. Ma i gol più importanti sono quelli che vengono realizzati nella vita. A tal proposito, per don Gaetano una piacevole scoperta si è rivelata la conoscenza di Walter Alfredo Novellino, fatto fuori da Zamparini dopo neanche un mese alla guida del Palermo: “Davvero una persona straordinaria, molto attenta alle esigenze delle persone. È rimasto più di un’ora al santuario e abbiamo parlato di diverse cose, mi ha anche confidato le difficoltà che aveva coi giocatori, con i quali provava ad avere un rapporto umano, ancor prima che professionale”.

 

Immancabile il riferimento al patron: “Credo sia una persona poliedrica, mi piacerebbe incontrarlo e conoscerlo – ammette don Gaetano –. Sarebbe errato esprimere un giudizio limitandosi ai commenti degli altri e alle cronache dei giornali, a volte bisogna avere un contatto diretto per comprendere”. Il parroco torna sull’acchianata organizzata da Sorrentino per festeggiare la salvezza: “Hanno chiesto privacy, volevano semplicemente pregare. Ho rispettato la loro volontà, com’era giusto che fosse. Con Stefano sono rimasto in contatto, ci scriviamo spesso su Facebook”. E su Posavec: “Mi hanno detto che indossa una maglia dedicata a Gesù. Una sorta di elemento di continuità rispetto al suo predecessore”. I tifosi si augurano che non sia l’unico (nella foto, con don Gaetano, le suore del "Boccone del Povero" tifose del Palermo).

 

Domenica Don Gaetano sarà tra i protagonisti della nuova trasmissione di Trm "La partita sul 13", condotta da Alessandro Amato con Eliana Chiavetta, per raccontare Palermo-Sassuolo.