INDAGINI

GdS-La lunga notte del Palermo e
di Zamparini: rischia l'arresto

GdS- La lunga notte del Palermo e di Zamparini: rischia l'arresto



«La lunga notte del Palermo e di Zamparini: rischia l’arresto». Con questo titolo il Giornale di Sicilia apre le pagine dedicate alle vicende della società rosanero.

 

Ieri infatti la Cassazione si è riunita per stabilire se confermare o annullare la richiesta del Tribunale del riesame di Palermo, che il 5 ottobre scorso aveva stabilito che nei confronti dell'ex patron della società rosanero «c'erano gli indizi e le esigenze cautelari, la possibile reiterazione di alcuni reati che la Procura gli attribuisce, in un'inchiesta che va avanti da un anno e mezzo e che guarda ai bilanci delle società, ritenuti truccati da elementi inquinanti e poste attive in realtà inesistenti».

                                             

Inizialmente questa partita giudiziaria a colpi di ricorsi aveva visto prevalere la difesa dell'ex patron rosanero sia in sede civile (con il rigetto dell'istanza di fallimento) sia nel penale. Successivamente il trend si è invertito: il giudizio fallimentare, ma in particolare quello penale, era diventato oggetto di un'inchiesta a Caltanissetta sui presunti favori ricevuti dal Palermo, che non sarebbe stato fatto fallire dal giudice delegato della sezione specializzata del tribunale Giuseppe Sidoti (sospeso dalle funzioni insieme all'ex presidente Giammarva, indagato per una presunta fuga di notizie, ma non sospeso).

 

Durante l'udienza del 7 dicembre scorso, ricorda il quotidiano, il Gip Anfuso aveva detto no ad alcuni dei provvedimenti restrittivi nei confronti di Zamparini e Giammarva, nonché ad alcuni dei sequestri chiesti dalla Procura. Simultaneamente il Palermo ha dovuto fare i conti anche con le accuse di falso in bilancio delle annate 2014-2016; in quel caso il Tribunale del riesame aveva detto sì all'arresto di Maurizio Zamparini, accogliendo di fatto il ricorso del pool coordinato dal procuratore di Francesco Lo Voi.

 

Durante l'udienza di ieri «la terza sezione della Cassazione ha riunito e trattato una serie di cause: il ricorso degli avvocati Gattuso e Marzaduri contro gli arresti per Zamparini e i ricorsi dei pm contro i no ai sequestri, in parte decisi dal Gip Anfuso e confermati dal riesame in parte decisi dallo stesso tribunale, che aveva dissequestrato le somme bloccate dal giudice per le indagini preliminare»

 

Un contesto certamente molto complicato, ma che vede al centro di tutto la decisione sulla libertà personale di Zamparini, nei cui confronti il collegio presieduto da Antoni Pappalardo, tre mesi e mezzo fa «aveva ritenuto sussistenti gli indizi e le esigenze cautelari per tre falsi in bilancio a due false Comunicazioni Covisoc, una delle quali condivisa con Giammarva, genero di Maria Falcone che era stato scelto come figura di garanzia e che ormai è fuori da tutto, dato che si è dimesso dalle cariche di vertice». Per Giammarva tuttavia, niente misura cautelare.

 

I giudici del riesame, ricordiamo, avevano descritto Zamparini (nelle motivazioni del provvedimento) come una figura dalla «personalità altamente negativa, assai incline alla commissione di delitti di falsità e, soprattutto, di falsità in ambito economico, per nulla limitata dalla consapevolezza di procedimenti giudiziari o amministrativi in corso di svolgimento, oltre a una tendenza a eludere, aggirare, violare la disciplina fiscale, contabile, societaria e quella a tutela del credito». Insomma Zamparini si sarebbe impegnato strenuamente per truccare i bilanci nonostante le indagini in corso. I bilanci a cui si fa riferimento, ricordiamo, sono quelli relativi agli anni 2014, 2015 e 2016 e agli anni segnati dell'affare Mepal-Alyssa del 2013 in relazione alla vendita del marchio.

 

Secondo i pm, inoltre, sono state ritenute false anche le comunicazioni alla Covisoc (la commissione di vigilanza sulle società calcistiche) in relazione proprio alla cessione del marchio. In quel caso il Palermo non avrebbe potuto né dovuto ottenere le iscrizioni ai campionati di Serie A 2015-2016; 2016-2017; e della Serie B 2017-2018.

 

Non ci resta dunque che attendere la decisione del tribunale in merito alla libertà personale di Zamparini.






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