Zamparini: «Fallimento? Ne usciremo bene. Sono tranquillo»

Le parole del patron friulano sull'istanza fallimentare e l'obiettivo del Palermo

Zamparini: «Fallimento? Ne usciremo bene. Sono tranquillo»

Maurizio Zamparini è tornato a parlare dalla sua casa ad Aiello del Friuli e lo ha fatto ai microfoni del Corriere dello Sport. Il patron rosanero si mostra nella vita di ogni giorno tra riti e pratiche giornaliere:

 

«Quindici minuti, finisco con i cinque tibetani. Riti tibetani. Li pratico da sette anni, ogni mattina, e convogliano flussi di energia. Semplici esercizi dell'eterna giovinezza. Ne ho bisogno, come tutti. Addirittura i capelli non diventano più bianchi. Cerchi su internet». 

 

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Zamparini ha anche parlato del 2018 e in particolar modo dell'istanza di fallimento e l’obiettivo promozione:

«Punto essenziale la promozione, l'altro un incidente di percorso e un grosso dispiacere. Ne usciremo bene. Strategie per eliminare Zamparini? Mandanti? La vicenda non è chiusa e non voglio parlarne. Ero e resto tranquillo, i conti del Palermo sono a posto e, dopo l'ultimo bilancio, già si fanno retromarce».

 

Sulla possibile cessione della società:

«Il Presidente Giammarva è una persona di grande livello e di garanzia, anche per eventuali acquirenti ai quali raccomanderò la sua figura da un punto di vista amministrativo e di palermitano doc. Ha controllato i conti e se a Zamparini non si deve credere, a lui si può. Il futuro del Palermo non è mio. Non dovessimo trovare compratori, avrei mille altre idee, sono un vulcano-ha ammesso Zamparini-. Aspettiamo la decisione del Tribunale, il rubinetto del credito è chiuso e per finire questa stagione c'è bisogno di mettere mani al portafoglio. Lo farò. Bisogna anche che il Palermo venga sostenuto dai tifosi».

 

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Maurizio Zamparini ha commentato così il suo lungo periodo nel mondo del calcio

«Il calcio è solo una minima parte dei miei investimenti. Prima di morire vorrei creare altri posti di lavoro, dare un esempio di quello che si può e si deve fare in questo Paese senza futuro».