ESCLUSIVA

Ventura, allenatore nel pallone.
Banfi: «Io gliel'ho detto...»

Ventura, allenatore nel pallone. Banfi: «Io gliel'ho detto...»



La Nazionale fuori dai Mondiali ha lasciato milioni di italiani con l’amaro in bocca. Ai sentimenti di rabbia e delusione si aggiunge anche il notevole danno economico che l’eliminazione dell’Italia comporta alla Federazione, agli sponsor e alle TV, una cifra considerevole che si aggira attorno ai 100 milioni di euro.

 

Di fronte ad una Svezia certamente non irresistibile, gli azzurri sono sembrati lenti e prevedibili, imbrigliati in un modulo che per le loro caratteristiche è stato probabilmente poco congeniale. 
E se in panchina anziché di Giampiero Ventura ci fosse stato il mitico tecnico della Longobarda Oronzo Canà? Che partita avremmo visto? Che modulo avrebbe adottato? Quello a farfalla, la bi-zona o avrebbe detto ai suoi di attaccare in massa? 

 

Concedendoci un po' di ironia, se non altro per sdrammatizzare quella che è una vera disfatta del nostro sistema calcistico, lo abbiamo chiesto all’attore Lino Banfi, l’indimenticabile protagonista del film “L’allenatore del pallone”.

«È difficile fare commenti quando sono spiacevoli, che devi fare quando sai che puoi far niente? Così è la vita: o si inveisce contro tutti, oppure ti stai calmo e zitto per l’esperienza che hai della vita e per l’età».
L’addio di Buffon in lacrime e la rabbia di De Rossi restano le immagini di un disastro sportivo per certi versi già annunciato: «C’era molta tensione in campo ed in panchina – ha affermato Banfi – lo stesso De Rossi ha fatto capire a Ventura che non era il caso di mandare lui a scaldarsi, gli diceva “che vuoi me in campo? Che ne devi fare? Prendi gli attaccanti, stiamo morendo qui!”. Ma io – ha proseguito l’attore – non ho mai creduto alle responsabilità degli allenatori, sono stato un grande allenatore nei film e quindi ho le mie esperienze. 
Le partite dipendono dallo stato d’animo dei giocatori, da come la prendono, dal freddo, dal caldo, sono tanti i fattori che incidono in una gara. Ventura può essere responsabile perché ha detto facciamo il 4-4-2, ma tanto i calciatori fanno sempre a modo loro, se uno che fa il terzino o sta in difesa e ha lo spunto e riesce a correre e fare un gol, chi è che glielo proibisce? Abbiamo mai sentito che un tecnico si lamenta e dice: “come ti sei permesso, dovevi stare in difesa, come mai hai segnato un gol?" Quindi alla fine sono i giocatori che devono scendere in campo per vincere».

 


A far discutere però anche le scelte tattiche di Ventura, mai avallate dai senatori del gruppo: «Non credo che non ci sia stata sintonia per quelle che sono state le decisioni tattiche del mister – ha proseguito Banfi – il feeling è mancato per la paura che hanno avuto i giocatori, erano impauriti perchè pensavano che dovevano vincere per forza, altrimenti l’Italia era rovinata. È stata l’emozione a fregarli, all’inizio pensavano fosse facile qualificarsi, poi invece… È come se uno organizza una grande cena a base di ricci e champagne a Mondello, con la possibilità che ti presentino dei registi per fare un bel film. Si pensa a quante cose buone che ci sono, poi invece non si realizza né una cosa né l’altra e ci si rimane malissimo. Adesso per tutti noi sarà brutto seguire i Mondiali perché non ci sarà la squadra che ci interessa. Per battere la Svezia il mio Oronzo Canà avrebbe schierato il 5-5-5, io l’ho detto a Ventura, ma non ha voluto fare questa avventura e alla fine ha fatto la sventura».





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