Una serie A da riconquistare, nel deserto del Barbera

Record negativo nell'era Zamparini. Mai così pochi gli abbonati

Una serie A da riconquistare, nel deserto del Barbera

Sono lontani i tempi delle lunghe file per acquistare un biglietto. Lontanissimi quelli delle corse agli sportelli per trovare un posto a sedere: erano tutti venduti ad inizio anno, tutti per gli abbonati.
Si è passati lentamente dai 32.847 del primo anno in A, nel 2004, ai 2.000 scarsi che quest'anno hanno dato fiducia al progetto sottoscrivendo la tessera stagionale. Un tonfo clamoroso, un'ecatombe di tifosi che fino a qualche anno fa vivevano in funzione della domenica rosanero e che oggi, dopo una serie di campionati insignificanti, quando non deludenti, quasi non vogliono più sentire parlare di calcio giocato.

 

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Soltanto in due occasioni il Renzo Barbera ha visto oltre 20.000 abbonati stagionali: nel 2004/05 e nel 2005/06 (24.870). Da lì in poi, i numeri hanno subito una regressione graduale, scendendo sotto le 15 mila unità nel 2011 (12.514), fino ai poco meno di 6 mila della scorsa stagione.
Quest'anno il punto più basso dell'era Zamparini. Non si era mai registrata, in questi quindici anni di presidenza, una disaffezione tale nei confronti della squadra e di quasi tutti i giocatori, gran parte dei quali, per i tifosi, non rappresentano degnamente i colori della maglia che indossano. Il graduale indebolimento dell'organico - per alcuni si tratta di smantellamento in piena regola; il ridimensionamento delle mire che la grande piazza rosanero incominciava ad intravedere dopo la finale di Coppa Italia; le infelici dichiarazioni del patron che in più di un'occasione ha dimostrato scarsa confidenza e totale incapacità di comunicare con il "popolo" di tifosi; le vicende giudiziarie, i rapporti con i procuratori, i proclami irrealizzabili, l'esonerite compulsiva, il difficile rapporto con alcuni giocatori: sono queste, prima dei risultanti deludenti, le cause di tanta disaffezione, una disillusione che oggi tocca il livello più alto nella storia recente del Palermo calcio.

 

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Una guerra, quella tra il presidente ed i tifosi della stessa squadra, un contrasto ormai insanabile. E dopo le manifestazioni, i cortei e le contestazioni, l'ultima arma dei supporters rosa: l'indifferenza.
Per molti una scelta dolorosa, ma inevitabile per lanciare un messaggio chiaro alla società: amiamo tanto il Palermo che, a queste condizioni, non lo seguiremo più. 
Il presidente Zamparini ne ha preso atto e, con sufficienza, si è limitato a dichiarare che si venderanno più biglietti. Altra benzina sul fuoco delle proteste.
Il risultato finale, però, non farà di certo il bene del Palermo, una squadra rinnovata, con diversi giocatori appena arrivati per tentare la promozione in un clima rovente ed ostile ufficializzato al rientro della rosa da Bad Kleinkirchheim, quando la contestazione all'ingresso del "Tenente Onorato" ha preso di mira proprio loro, i calciatori.

 

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Il Palermo - la squadra, non la società - dovrà giocarsi l'obiettivo serie A in un Barbera semivuoto, in cui le voci dei tifosi avversari potrebbero pareggiare, se non superare, i decibel del tifo rosanero, soprattutto se le curve confermeranno l'intenzione di lasciare vuoti gli spalti. Sotto questo punto di vista, in occassione della prima giornata di campionato contro lo Spezia della Curva Nord 12 entrerà solo il gruppo "Ultras Palermo 1900" mentre il resto dei tifosi sarà all'esterno dello stadio.
Sarà un'impresa, ma a Tedino&co non resta che il campo per riavvicinare una piazza mai così distante da questo colore rosa che oggi è sempre più nero.