IL POSTILLONE

Un'egemonia non insidiabile:
la Juventus ha vinto di nuovo

Un'egemonia non insidiabile: la Juventus ha vinto di nuovo



 

Il pareggio dell’Olimpico tra Roma e Juventus in una partita elettrizzante come un beverone taroccato con l’alprazolam certifica aritmeticamente un verdetto già decretato settimana scorsa. Sul settimo scudetto dei bianconeri, avendolo già fatto nelle precedenti settimane, non ci soffermiamo più di tanto se non per dire che certifica (più che un lavoro a prescindere da tutto egregio da parte della società torinese) soprattutto manifesta incapacità delle rivali di poter contrapporre un progetto in grado di interrompere una egemonia che sembra non insidiabile. Per mille ragioni tecniche ed emotive (la partenza di Bonucci, l’ossessione CL, la partita di Madrid) si era presentata una grande occasione che nessuno ha saputo cogliere.

 

A proposito di opportunità mancate, la Lazio ha pareggiato contro il Crotone in una partita al cardiopalma finita con un punto per uno che non fa felici nessuno, ritrovandosi così a dover giocarsi l’accesso alla CL nello scontro diretto contro l’Inter, sconfitta tecnicamente ed emotivamente dal Sassuolo sabato sera. Sulla carta i biancocelesti hanno due risultati su tre ma all’Optimal Challenge arriveranno senza Luis Alberto, con Immobile e Parolo a mezzo servizio nella migliore delle ipotesi e con De Vrij prossimo sposo degli avversari in una circostanza che (senza nulla togliere o peggio ancora voler imputare ad un professionista del suo calibro) comunque non lascia immune da preoccupazioni. Non proprio la situazione migliore per giocarsi un traguardo così.

 

Anche la lotta all’Europa League è arrivata ai titoli di coda. In questo caso il punto per uno (arrivato al termine di una partita che al contrario è stata godibile per contenuti e intensità agonistica) fa sorridere Atalanta e Milan, in virtù della sconfitta della Fiorentina contro il disperato (ora meno di prima) Cagliari. I rossoneri si qualificano per l’EL, un fallimento per gli obiettivi iniziali, un successo per ciò che ha raccontato una stagione che ha avuto nella finale di Coppa Italia la sua istantanea emblematica: agli orobici manca solo la certificazione formale (che non arriverebbe soltanto in caso di sconfitta a Cagliari e vittoria tennistica della Fiorentina sul Milan) per quello che sarebbe un traguardo grande tanto quanto il quarto posto dello scorso anno. Viste le premesse iniziali e la complessità di una stagione che ha visto la squadra di Gasperini competere egregiamente su più fronti era quasi impensabile.

 

In coda, per la serie “Lazzaro, alzati e cammina” risorgono Chievo Verona, Udinese e Cagliari che battono di misura Bologna, Hellas e Fiorentina. Nei guai così finiscono il Crotone, nonostante l’ennesima buona performance di stagione contro una grande, e la S.P.A.L., fermata dal Torino vittorioso in rimonta: entrambe si ritrovano a quota 35 con i pitagorici in questo momento in B per lo scontro diretto. Sulla carta a rischiare di più sono le due squadre che meno lo meriterebbero, ma guai a pensare che sia tutto segnato anche a fronte di un calendario che sulla carta vede tutte le contendenti contro avversarie che non hanno nulla da chiedere: il Sassuolo ieri e il Torino oggi come settimana scorsa ci insegnano che le partite di fine stagione sono un cliché che non sempre ha ragion d’essere.

 

Il Benevento vince la sua ultima partita casalinga battendo di misura il Genoa (con un gol confezionato da Brignola e Diabatè, due che meritano di restare in A) congedandosi tra gli applausi di un pubblico che merita a sua volta un fragoroso battimani. Ritrovatasi in un sogno che ha finito con il diventare un incubo dai tratti surrealisti degni del cinema di Bunuel, la tifoseria sannita non ha mai fatto mancare l’appoggio alla propria squadra, senza mai perdere l’entusiasmo nonostante una stagione segnata dalle prime battute. Encomiabili.






1 commento

  1. Juve Merd.a 95 giorni fa

    Hanno rubato anche quest’anno. Società mafiosa!

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