Un altro «problema» per Tedino
Si può tenere Nestorovski in panchina?
Domanda facile, risposta comoda: l’habitat naturale del macedone è lì, dietro il mister, tra le riserve, se parliamo dell’attaccante demotivato, nervoso e mai incisivo di quest’anno.
Nel 2018 le statistiche sono sconfortanti: un solo gol su azione, di testa nel 3-2 di Parma d’inizio aprile, poi due calci di rigore ed una punizione vincente, quella del 4-0 al “Barbera” contro l’Ascoli. In totale 4 gol in nove mesi, 1 gol ogni 376 minuti, ovvero ogni 4 partite. Peggio di lui, là davanti, soltanto Moreo, ancora a secco.
Che Nestorovski sia atteso dal ruolo tutt’al più di comprimario dell’attacco rosanero, con un rendimento simile, è una conseguenza più che una scelta.
E adesso c’è Puscas, l’unico vero investimento della società in questa finestra di mercato, che nel 2018, con lo stesso minutaggio del macedone, ha messo a segno il doppio dei gol.
PUSCAS-NESTOROVSKI: AMICI MAI?
Più complessa l’argomentazione se parliamo di quel Nestorovski, l’attaccante dinamico, trascinatore, puntuale e decisivo che abbiamo apprezzato in Serie A e nella prima parte della scorsa stagione.
«Se ce l’ho, lo faccio giocare», ha detto Tedino qualche giorno fa, «perché è forte».
Contro la Cremonese, però, il numero 30 si è accomodato in panchina per fare il suo ingresso soltanto a metà della ripresa. Una scelta tecnica, in primo luogo, ed un obbligo tattico: con il ritorno della difesa a 3 e l’impiego degli esterni a centrocampo, Tedino predica equilibrio prediligendo il doppio trequartista, come nell’ultimo match, o l’inserimento di Moreo al fianco della prima punta, come a Salerno.
Intanto il patron Zamparini - che puntualmente assicura di non avere voce in capitolo sulle scelte di campo, ma spacca il secondo quando si tratta di distribuire “consigli” - ha lanciato un messaggio al tecnico: «È chiaro che sarà più difficile giocare con due punte - ha detto intervistato dal Giornale di Sicilia - perché Nestorovski e Puscas si sovrappongono per caratteristiche. Ma questo è un compito di Tedino e dello staff, non mio».
TEDINO, FOSCHI, LE RISERVE, PONTE E FOLLIERI. PARLA ZAMPARINI
Tedino è avvisato ed atteso da un lavoro lungo e complesso.
In primo luogo perché i due attaccanti hanno peculiarità diverse, ma amano allo stesso modo l’area rigore: il rischio è che finiscano per pestarsi i piedi non sfruttando a pieno le potenzialità dell’attacco rosanero. Poi per le caratteristiche degli altri avanti che compongono l’organico del Palermo.
Con due punte, va da sé, può essere impiegato un solo trequartista, quindi uno solo tra Falletti e Trajkovski. E ancora una volta si ridurrebbe al minimo l’utilità di esterni offensivi come Lo Faso ed Embalo.
A Foggia, fra due settimane, si potranno raccogliere i primi segnali per decifrare l’idea di Tedino.
Redazione