«Coronado deve essere lasciato libero di agire»

Continua la presentazione del nuovo tecnico del Palermo

«Coronado deve essere lasciato libero di agire»

Roberto Stellone, che sostituisce l'esonerato Bruno Tedino alla guida del Palermo, prosegue la conferenza stampa esponendo la sua opinione su alcune individualità in squadra e sul testa a testa con De Biasi per la panchina rosanero:

 

SE NON TIRI NON FAI GOL

«La fortuna degli allenatori la fanno i giocatori. A me serve capire lo stato fisico di tanti giocatori. Poi quello che conta è la mentalità, l’atteggiamento. Dipende anche dai segnali che dai ragazzi durante la partita. Se esce la palla al 90’ e stiamo pareggiando e io vado a prenderla immediatamente, quello è un segnale; Se la palla esce e faccio finta di non vederla, magari passa il messaggio opposto. Di certo, come caratteristica mia, sono felice se al 90’ abbiamo fatto venti o trenta tiri, non seicento passaggi. Il possesso palla è utile, ma senza tiri non si fa gol. La mia idea è essere propositivi, che non vuol dire andare all’arrembaggio. Ci vuole equilibrio, in campo e fuori, per remare tutti dalla stessa parte. Tutte le scelte che faremo saranno fatte per vincere. Durante l’anno è diverso, oggi dobbiamo provare a vincerle tutte».

«CON QUATTRO VITTORIE ANDIAMO IN SERIE A»

 

CORONADO E LA GUMINA

«Falso 9? Per fare quello che fa il Napoli ci vogliono giocatori, tempo e allenatore che crede in quegli schemi. Noi non abbiamo tempo. Coronado ha grandissima qualità, se lo metto come mezza punta e lo lascio libero può essere determinante anche quindici volte in una partita; se lo metto esterno e deve seguire il terzino, può perdere qualcosa in avanti e comunque non è un esterno. Si deve lasciare libero di agire. Noi dobbiamo mettere i giocatori in condizione di rendere al massimo. Se Coronado rende da una certa parte del campo, là deve stare. La Gumina? Mi piace, ha coraggio e gamba, ci tiene. È importante come tutti. Ho visto l’occhio giusto in lui».

 

LA CONCORRENZA DI DE BIASI

 «Testa a testa? Ah, sono stato testa a testa con Gianni De Biasi? (ride, ndr). No, non ho avuto il tempo di pensare a questo. Vista la sconfitta a Venezia, ho sperato nella chiamata. È normale che si pensi a tanti allenatori e non solo ad uno. Sono contento di essere io qui».