Venite a giocare al Barbera. Siate i benvenuti!

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Spoiler: impopolare come il Mes, come il pecorino sulle vongole e la panna nella carbonara. Così è l’articolo che segue.

 

Perché c’è rabbia solo a sentire l’ipotesi che una strisciata possa essere ospitata nella sacra casa del Palermo, la Bombonera rosanero, là dove proprio loro, le strisciate, sono venute a farsi male tante volte.
Insomma, il messaggio passi forte e chiaro: al Renzo Barbera solo il Palermo. Non si discute, non vi vogliamo, andate a giocare da un’altra parte. Se non trovate un posto buono, cambiate pianeta. Se non trovate un pianeta buono, cambiate galassia. Eccetera.

 

E però, signori, così viene a galla un pezzettino d’ipocrisia che, si deduce, non vedeva l’ora di tornare in superficie. Dopo tante belle parole, la solidarietà, la mano tesa, l’abbraccio largo dai confini innevati fino a Lampedusa, eccoci punto e a capo.

 

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Se - come pare - il calcio dilettantistico non vedrà la luce prima di settembre (perché si gioca a tombola, ma di dindini neanche l’ombra), allora chiediamo: perché l’Atalanta, il Sassuolo, il Verona, oppure il Parma, il Torino, oppure la Juventus (eccallà!), l’Inter, il Milan, non dovrebbero usufruire del nostro amato stadio? Perchè chiudere la porta in faccia a chi ne ha bisogno? Cos’è questa gelosia che supera la solidarietà? L’infinita lotta tra Nord e Sud? Davvero? Anche in questo momento?

 

E allora “unità nazionale” un paio di palloni. L’Inno, gli applausi al balcone, Azzurro... sto calcio.

Vengano, se ne hanno bisogno. Siano i benvenuti. Siano coscienti del valore dell’erba che li ospita. E ricordino che nel momento del disagio, Palermo - e tutto il Sud - non ha tirato la mano indietro.

 

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