L'OPINIONE IN ROSA

Da Salerno: «Spero in un pari
ma il Palermo è il Palermo»

Da Salerno: «Spero in un pareggio, ma il Palermo è il Palermo»



L'ultima giornata di serie B del 2017 si avvicina: giovedì al "Renzo Barbera" arriva la Salernitana di Colantuono, ex tecnico rosanero (nel 2007 e nel 2008), alla guida dei campani da due giornate.

Del match che chiuderà l'anno del Palermo abbiamo parlato con Giovanna Di Giorgio, giornalista di Salerno collaboratrice de Il Mattino.

 

Con Colantuono in panchina, una bella vittoria a Chiavari contro l'Entella e il cocente k.o. casalingo contro il Foggia:

«L'attualità non dice bene alla Salernitana: veniamo da una sconfitta molto amara, un 3 a 0 che non ci aspettavamo che maturasse per come è maturato. L'esordio di Colantuono era andato bene, sembrava che la squadra avesse ritrovato quella grinta che comunque, con Bollini, era mancata solo nelle ultime due gare. Quella con il Palermo è una partita sentitissima, se ne parla da tantissimo tempo perché i rosanero sono una squadra blasonata, ritenuta la più attrezzata per andare in Serie A. Una bella avversaria...
Una vittoria contro il Foggia li avrebbe fatti arrivare più tranquilli a Palermo e invece arriveranno con maggiore preoccupazione. La classifica non è bassissima (26 punti, ndr), ma c'è il rischio di essere risucchiati nella zona playout. Non credo che in questo momento la differenza la faccia il tecnico, anche perché è arrivato da pochissimo. Figuratevi che quando ha vinto la prima partita ha voluto condividere la vittoria con Bollini dicendo che il merito suo era solo del 50%».

 

Quali sono a tuo avviso i giocatori che il Palermo deve premere di più?

«Sprocati sta facendo molto bene nonostante sia stato fermo per infortunio; a proposito, l'infermeria è stata piena in quest'ultimo periodo. E poi c'è Rossi, che non trova spazio dal primo minuto ma che quando entra è in grado di fare la differenza. È giovanissimo ma ha dimostrato buoni numeri e si guarda a lui con grande interesse qui a Salerno».

 

È penalizzante per una squadra che è prima in classifica il fatto che i tifosi non vadano allo stadio?

«Secondo me il tifo può fare la differenza, ma il Palermo sta riuscendo nel suo obiettivo anche senza pubblico.

Anche qui c'è un leggero calo, non solo per una questione di protesta... Quando però i tifosi sono stati chiamati a raccolta hanno risposto presente.

Ad inizio stagione c'è stata poca affluenza perché la società non ha fatto chissà quale campagna acquisti e quindi non c'è stata la corsa all'abbonamento; ma Colantuono è un nome che piace a tutti e che è stato accolto molto molto bene qui. Contro il Foggia non c'è stato il grande pubblico perché c'era un freddo pazzesco e probabilmente per l'orario e per il periodo prenatalizio, anche perché venivamo da una bella vittoria».

 

Un pronostico su Palermo-Salernitana?

«Spero in un pareggio. Non è semplice, il Palermo è il Palermo. Speriamo che ci sia una reazione da parte della Salernitana, visto che veniamo da una sconfitta; non è vero che non c'è nulla da perdere perché anche un punto può essere importante, farebbe morale.

Per quanto riguarda invece la corsa per la promozione vedo favorito il Palermo; poi Frosinone e il Bari».

 

La Salernitana è di proprietà di Claudio Lotito, che è presidente pure della Lazio in serie A. Come viene vissuta questa doppia presidenza?

«Non benissimo. C'è chi teme che avendo già una squadra in serie A non abbia interesse a far salire la Salernitana. La scelta di Colantuono dimostra che, quantomeno quest'anno, la società intenda puntare ai play-off. Almeno questo, poi l'anno prossimo si vedrà».






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