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Sorrentino: «Presto verrò a
Palermo, è una promessa»

Sorrentino: «Presto verrò a Palermo, è una promessa»



 

Mentre il campionato e il Palermo sono fermi, i giocatori ne approfittano per mostrarsi sui social durante le loro attività. Alberto Pelagotti, in particolare, sta rendendo i tifosi partecipi facendo delle dirette Instagram ormai da qualche giorno. Poco fa Pelagotti si è collegato con Stefano Sorrentino, suo amico ed ex rosanero e idolo dei tifosi del Palermo. I due hanno affrontato diversi argomenti ed hanno risposto a parecchie domande di tifosi e curiosi.

 

DECRETO, RESTRIZIONI E PROVVEDIMENTI: PARLA CONTE

 

Sorrentino è stato quello oggetto da più domande e non si è tirato indietro nel dover rispondere soprattutto a curiosità legate a Palermo:

 

«A livello personale Palermo mi ha lasciato tanto. Mi ha lasciato cosa vuol dire il rispetto per le persone e l'amore. Quando siamo atterrati fin da subito ci siamo sentiti palermitani. Io e la mia famiglia ci siamo sentiti sempre in debito con la città - ha detto Sorrentino -. A livello professionale si è passato dalle stelle alle stalle, si è vissuto di tutto. Abbiamo raggiunto una salvezza abbondante da neopromossa senza Dybala nelle ultime partite perché era già venduto, la promozione, ma anche la retrocessione».

 

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I due si sono anche confrontati e Sorrentino ha voluto dare dei consigli all'attuale portiere rosanero: «Il futuro sei tu, devi prendere per forza la mia eredità, ti auguro di portare il Palermo dove l'ho lasciato io appena si sarà tornato alla normalità. E a te Alberto consiglio di continuare a lavorare perché si può sempre migliorare. Anche a 38 anni. Te lo consiglio da amico. L'ultima volta che ti diedi un consiglio fu in estate quando ci siamo messaggiati perché stavi andando a Palermo e ti dissi "Vai". Presto verrò a Palermo, ti avevo promesso che ti venivo a trovare e quando riavremo la libertà di spostarci la manterrò. Cosa mi piace di Palermo? Mi piacciono i palermitani. Come monumento anche se non lo è dico lo stadio, anche quando ci giocavo contro mi impressionava. Lo stadio è un qualcosa di incredibile per chi gioca a calcio. Il fatto che parlo tanto? Lo faccio per tenermi sveglio e anche i miei compagni di reparto. Lavoro tanto sulla personalità». . 

 


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