ATTESA FINITA

Amanda Monachello: mio fratello
Gaetano, calciatore del mondo

Amanda Monachello: mio fratello Gaetano, calciatore del mondo



Era poco più che un bambino Gaetano Monachello, calciatore girovago, quando nel 2004 andò via dalla sua Palma di Montechiaro, in provincia di Agrigento. Una valigia piena di sogni e un’avventura tutta da vivere lo aspettava nelle giovanili di una grande squadra del Nord, l’Inter, dove per 8 anni il giocatore è cresciuto e si è formato. Nel  gennaio del 2012 va a Parma, con i Ducali rimane poco, dopo il Torneo di Viareggio decide di andare in Ucraina, poi le esperienze di Cipro, Monaco, Belgio e Grecia prima di ritornare in Italia, nel Virtus Lanciano, sempre con quella valigia in mano che lo porterà nei tre anni successivi a girare ancora lungo tutta la penisola. Il suo presente adesso si chiama Palermo, dopo tanto tempo Monachello torna nella sua Sicilia, da dove non ha mai smesso di aspettarlo la sua amatissima sorella Amanda,  “Amy" come lui la chiama, che qualche anno prima, seppur con dolore, l’aveva lasciato andare via:

 

«Spero che per lui siano gli ultimi anni con la valigia in mano – ha raccontato alla nostra redazione Amanda Monachello -  anche se è stata una bellissima esperienza ed ha conosciuto moltissime etnie. È andato via da casa a 12 anni appena compiuti, con Gaetano la differenza di età è di appena 11 mesi, lo strappo è stato doloroso, si sa che noi donne maturiamo prima ed io, già allora, ero una donnina e non volevo distaccarmi da Palma di Montechiaro, ma Gaetano non poteva andare da solo a Milano, mia mamma non voleva “abbandonarlo”, così i miei genitori, mia madre è insegnante, mio padre è un libero professionista, sono partiti insieme a lui. Rimasi al paese a vivere con la nonna, con Gaetano eravamo cresciuti in simbiosi, separarmi da lui è stato traumatico. La lontananza è stata pesante, anche se è stata compensata dall’immenso amore che ci legava e dall’affetto che mi ha dato la mia nonna. Quando nel 2012 Gaetano scelse di andare in Ucrania, i nostri genitori tornarono  in Sicilia. Se Gaetano fosse rimasto a Milano mi sarei trasferita io da lui.»

 

LA CONFERENZA STAMPA DI TEDINO

 

Dopo aver girato l’Europa, Monachello nel 2014 torna finalmente in Italia:  «Io non ci credevo – ricorda - ero felicissima, ero abituata a sentirmi dire: “sai piccola Amy, lui mi chiama sempre così, quest’anno gioco in Ucrania, in Belgio, a Cipro, in Grecia, a Montecarlo”  io comunque l’ho sempre seguito nella sua carriera, ovunque lui sia andato, per cui sapere che sarebbe rientrato nel nostro Paese per me fu una notizia quasi surreale.»

 

L'APPELLO DI TEDINO AI TIFOSI 

 

Dopo il ritorno in Italia, nonostante le premesse favorevoli per una brillante e fulminea carriera, il giovane attaccante subisce una battuta d’arresto: «Per esplodere non basta solo il talento - sostiene Amanda - ci vuole anche la fortuna e l’allenatore giusto che crede in te. Gaetano si è fatto conoscere a Lanciano non perché  il tecnico credesse in lui, lo faceva giocare sempre nella ripresa, ma grazie alle sue caratteristiche che lo portarono quasi subito nel giro dell’Under 21, Di Biagio credeva tantissimo in lui e infatti diventò un titolarissimo della Nazionale, poi però, purtroppo, c'è stato un lungo stop per un bruttissimo infortunio mal curato, delle piccole ernie che lo staff medico del Bari scambiò per pubalgia, peggiorando la situazione. La stagione a Terni fu condizionata dai postumi dell’operazione subita a Bergamo. Credo che questo nuovo infortunio sia solo un affaticamento conseguenziale alla preparazione soft svolta con l’Atalanta.»

 

In attesa di rientrare in gruppo, Monachello morde il freno: «Palermo è la sua grande occasione – conferma  Amanda – anche perché, come tutti i siciliani, Gaetano è un passionale e questa Piazza è quella giusta per lui. Appena rientrerà darà tutte le risposte in campo e sono sicura che non deluderà i tifosi palermitani.»

 

L’ Inter, prima squadra ad aver creduto nel giocatore, rimane anche il primo amore per Amanda: «E' normale che io abbia  simpatia per questo club, mio fratello è cresciuto lì, c’è anche da dire che in Sicilia purtroppo non si crede molto nei nostri giovani. A differenza del nord, da noi le società calcistiche investono poco sui settori giovanili, si pensa solo alla prima squadra dove si preferisce guardare di più ai giocatori stranieri, i nostri ragazzi dunque sono costretti a cercare fortuna lontano dalla propria terra. Come Lo Faso, perché è andato via? Di questa situazione ne risente tutto il calcio siciliano, adesso non è certamente un bel periodo per le nostre squadre di calcio. Mentre altrove si guarda avanti per progredire, qui si rimane ancorati a vecchi schemi. Le società devono mettersi in testa che il futuro della Sicilia sono i giovani, e non solamente per il calcio, non si deve lasciarli andare via.

 

Il campionato del Palermo stenta a decollare, per Amanda Monachello i risultati non tarderanno ad arrivare: «Al di là dei pronostici giornalistici, per me la squadra rosanero è messa molto bene, credo in Mister Tedino, ritengo che abbia il pugno duro e che non si lasci condizionare da nessuno, so che il gruppo è molto coeso ed è per questo che sono molto fiduciosa. Amo moltissimo il calcio, sono una grande appassionata di questo sport, tanto che ad Ottobre darò la tesi in diritto sportivo. Da siciliana spero di rivedere presto il derby di Sicilia in serie A: Palermo – Catania 1 a 0, gol di Monachello.»





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