PAROLA DI SCIBONA

Sarri, il bel gioco
e il fatturato. E la sconfitta

Sarri, il bel gioco e il fatturato. E la sconfitta



Con Bayern Monaco, Manchester City e PSG (7-1 al Monaco campione uscente che sarebbe dovuto essere la concorrenza) che sono già campioni ed il Barcellona piccolo in Europa ma già in carrozza in Spagna, il campionato italiano resta l’unico ancora aperto, per quanto in questa giornata lo spazio si sia ridotto ad un piccolo spiraglio.

 

Le ferite della battaglia del “Bernabeu” la Juventus le ha, se non curate, quantomeno lenite a domicilio battendo con un netto 3-0 una Sampdoria in netta fase calante ma che resta nonostante tutto una piacevole sorpresa. A decidere la partita è l’ingresso (forzato per via dell’infortunio occorso a Pjanic) di un Douglas Costa che in questa squadra si colloca come giocatore di una corposa rotazione che i bianconeri hanno e gli altri no. Un particolare che fa la differenza.

 

La storia di questo campionato e di quelli precedenti però non si può solamente giustificare con la lunghezza e lo spessore della pregevole coperta bianconera: influisce parecchio la mentalità. Se in tal senso la Juventus ha veramente un bidone dell’immondizia al posto del cuore, il discorso per quanto riguarda il Napoli è decisamente diverso. Pareggiando 0-0 contro un Milan che ha fatto la sua gara senza brillare, i partenopei hanno perso un altro treno, forse l’ultimo a disposizione. Agli azzurri in questo momento sembra mancare quell’attitudine alla vittoria che dovrebbe arrivare da un tecnico che, per quanto pregevole sia il suo calcio, non sembra esserne in possesso. Se la gestione delle altre competizioni, l’individuare la bellezza come scopo ultimo e il rifugiarsi dietro l’alibi del fatturato erano dei segnali emblematici, questo finale di stagione al passo di gambero per Sarri sa di una sinistra conferma dell’impossibilità di poter veramente arrivare in cima.

 

Va detto anche, per completezza d’informazione, che questa postilla probabilmente sarebbe potuta arrivare in un altro momento, non fosse stato per Gigio Donnarumma, che festeggia la centesima in A con una parata super su Milik. Del giovane portiere rossonero si è parlato e scritto tanto quest’anno in termini poco lusinghieri e nel farlo si è inopinatamente contaminato il giudizio tecnico con gli aspetti contrattuali curati dal suo agente Mino Raiola. Che debba crescere su molti aspetti è vero, ma il ragazzo si sta facendo le ossa e non va dimenticato che ha solamente diciannove anni, età in cui normalmente si propende al sollazzo e ad attività che si dice conducano a drastiche se non totali diminuzioni della vista, se sublimate in solitaria. Il futuro è suo, ma bisogna lasciarlo crescere.

 

In tutto questo, il campionato offre diversi fronti aperti. Appassionante è la lotta per l’Europa League con Fiorentina, Atalanta, Sampdoria e Torino in lizza per il settimo posto; incandescente è la lotta salvezza con Genoa e Bologna che si tirano definitivamente fuori da un gruppone cui l’Udinese si è pericolosamente avvicinata dopo il k.o. nello scontro diretto contro il Cagliari, che porta a nove il filotto delle sconfitte consecutive. Dal 13° al 19° posto nessuno può dirsi veramente al sicuro e il prossimo turno che prevede da un lato due scontri direttissimi (SPAL-Chievo ed Hellas-Sassuolo) e dall’altro tre partite all’apparenza segnate (Inter-Cagliari; Napoli-Udinese e Crotone-Juventus) potrebbe mettere ulteriore benzina sul fuoco.

 

Decisamente sul filo del rasoio invece la lotta per i due posti in Champions League.

Arrivate al derby con uno stato d’animo diametralmente opposto, Lazio e Roma pareggiano 0-0 il al termine di una partita più emozionante rispetto a quanto suggerito dal risultato finale, per la felicità di un'Inter che resta a contatto con entrambe nonostante il suo ardore cominci per davvero a somigliare a quel fuoco di paglia visto tante volte negli anni passati e da molti invocato in tempi non sospetti anche a questo giro. In questa contesa ognuno ha qualcosa da perdere: i nerazzurri l’ennesima possibilità di rilancio; i biancocelesti l’opportunità di poter prolungare questo ciclo; i giallorossi la continuità europea e la possibilità di poter lottare nuovamente per il piacevole imprevisto che li attende a breve.

L’instabilità della situazione rende ogni pronostico difficile: certo è che ci sarà da divertirsi.






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