Rivoluzione!
Che il nuovo personaggio della nuova stagione della famosa serie televisiva "La casa di Carta" si chiami proprio Palermo è una coincidenza quanto mai azzeccata. Sì, perché l'idea che unisce la serie tv al nuovo Palermo di Dario Mirri e Tony Di Piazza è la rivoluzione.
Tranquilli, il Palermo non ruberà soldi dalla banca di stato, ma la rivoluzione voluta fortemente dal presidente Mirri è incentrata all'abbattimento della barriera che divide le alte cariche di una società di calcio con i propri tifosi. "Il Palermo non è mio, ma dei tifosi", con questa frase Mirri ha voluto rendere l'idea che il club rosanero sarà gestito con la massima trasparenza e che i tifosi avranno un ruolo fondamentale e decisivo. Sì, perché il nuovo Palermo ha già adottato misure per coinvolgere i supporters: dalla scelta delle magliette, alla presenza delle conferenze stampa fino all'azionariato popolare.
Quest'ultimo aspetto è divenuto ufficiale da quando è apparso sul sito con tutte le modalità per partecipare. Il gruppo di tifosi avrà il 10% del club e prenderà parte ai consigli d'amministrazione avendo una funzione di controllo sulle decisioni e le modalità di gestione del club. Il Palermo, dunque, ha già abbattuto queste barriere che sono ancora troppo spesse nel mondo del calcio in cui i tifosi restano delusi troppo spesso perché le società guardano sempre più al lato finanziario che alla passione della gente.
Mirri l'ha già espresso con le parole, adesso si stanno facendo anche i fatti. La rivoluzione etica è già partita e il club rosanero potrebbe essere anche il promotore di alcune iniziative proprio per il coinvolgimento speciale e unico che si sta rivolgendo al tifoso, vero proprietario del calcio, quello vero.
Redazione