RIAPERTURA

Tensione Stato-Regioni,
slitta ordinanza Musumeci

Tensione Stato-Regioni, slitta ordinanza Musumeci



Fra poche ore la maggior parte delle attività italiane dovrebbero ripartire, ma e qui sta il paradosso, le ordinanze delle varie regioni non sono ancora state emanate. Non fa eccezione quella della Sicilia - con il presidente Nello Musumeci che si dice pronto da ieri a firmarla - con l'accordo sulle linee guida che sarebbe stato trovato tra Governo e Regioni ma non all’unanimità.

 

In tal senso ci sono rarissime certezze e anche confuse. “La mia ordinanza è comunque pronta per la firma - racconta su Facebook Musumeci - ed estende come avevo promesso il più possibile l’esercizio delle attività, forti delle attuali condizioni sanitarie nella nostra Isola. Su questo punto Roma ha dovuto ascoltarci. Per evitare spiacevoli sorprese (fidarsi è bene ma...) aspettiamo comunque di confrontarci con le disposizioni nazionali, che dovrebbero arrivare (aveva detto in nottata ma niente da fare ndr). La Sicilia è pronta alla ripartenza, nella responsabilità di ognuno”.

 

La Campania non è d’accordo e non ha sottoscritto l’intesa Stato-Regioni che alcuni media presentano come condivisa all’unanimità", ribadisce invece senza mezzi termini il governatore campano Vincenzo De Luca a "Mezz'ora in più" trasmissione su RaiTre. "Su alcune norme - continua il presidente della Campania - di sicurezza generale deve pronunciarsi il ministero della Salute: non è possibile che il Governo scarichi opportunisticamente tutte le decisioni sulle Regioni. Non è accettabile”.

 

L'ordinanza della Regione Lombardia è pronta. Manca solo la mia firma che sarà messa appena ricevuto il Dpcm di Conte. Dopo una lunghissima trattativa, terminata alle 3.15 di ieri notte, le Regioni, unite e compatte, hanno ottenuto che le linee di indirizzi da loro proposte fossero parte integrante del Dpcm del governo, per evitare contrasti interpretativi con quelle nazionali. Ma soprattutto per rendere più chiare per i cittadini le regole cui fare riferimento". Il presidente della regione Lombardia, Attilio Fontana, ha affidato il suo pensiero alla sua pagina Facebook.

 

"C'era una sovrapposizione di norme - spiega Fontana - che non avrebbe consentito agli operatori di riprendere le attività. Con le linee guida dell’Inail nessuno sarebbe riuscito a ripartire. Intanto, fiducioso che da Roma finalmente arrivi il testo approvato, pubblico le linee guida proposte dalle Regioni che il governo si è impegnato a recepire nel testo del suo decreto”.

Continua quindi il caos tra le varie istituzioni del nostro Paese quando manca davvero poco al giorno designato come la nuova alba per tutta l’Italia.


 

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