Reparto per reparto, il Palermo di Tedino prende forma
L'undici iniziale rosanero può riservare sorprese. Tutti i ruoli da assegnare
Arrivano le prime indicazioni dal Palermo targato Tedino. Un organico che, al termine della finestra di mercato, ha sollevato più d’un dubbio e qualche malcontento tra i tifosi rosanero. Le uscite di Lo Faso e Diamanti, su tutti, non sono state digerite dalla piazza che nel giovane palermitano vedeva il talento del futuro e nel trequartista mancino l’arma in più per affrontare la serie B. Il patron Zamparini si è difeso dalle accuse, affermando che il ragazzo nelle ultime settimane non si è allenato bene e lasciando intendere che la cessione alla Fiorentina è stata una scelta presa in sintonia con il procuratore di Lo Faso, il padre Carmelo, che la nostra redazione ha provato a contattare a più riprese, ricevendo però rinvii su rinvii.
> PALERMO ALLA CONQUISTA DELLA FIDUCIA DEFINITIVA
In Coppa Italia il buon esordio contro la Virtus Francavilla e l’eliminazione a testa alta contro il Cagliari; in campionato due partite e quattro punti, contro due avversarie toste e con il pesante handicap delle convocazioni in nazionale.
La prima buona notizia arriva dalle retrovie: Pomini ha risposto presente sfoderando una prestazione da veterano contro il Brescia. Sicurezza e concentrazione che l’esperienza quasi ventennale sui campi di calcio gli ha regalato. La forte presenza dell’ex Sassuolo dà ampie garanzie a Tedino e mette sull’attenti Posavec: se il croato sarà quello della scorsa stagione, il tecnico rosanero potrà (dovrà) contare sul trentaseienne veneto.
Sempre dal reparto arretrato qualche indicazione rassicurante: se per Cionek, difensore di categoria, non c’erano troppi dubbi, su Struna e Bellusci c’erano (e ci sono ancora) alcune perplessità. Il centrale sloveno sta provando a convincere i più accesi critici con una continuità di rendimento sorprendente: finora soltanto ottime prestazioni nella nuova veste di regista difensivo che Tedino gli ha affidato. Bellusci è atteso da tanto lavoro atletico per ritrovare una forma fisica adeguata. L’ex Catania ha dalla sua la grande esperienza maturata in anni di A, ma il campionato cadetto, lungo e dai ritmi elevati, non concede pause né defaillance di natura fisica.
Le cosiddette seconde linee, impiegate contro il Brescia a causa dei numerosi convocati in nazionale tra i rosanero, non hanno sfigurato: i polacchi Dawidowicz e Szyminski dovranno prendere confidenza con la categoria ed assimilare l’intensità di gioco che in serie B fa sempre la differenza.
> RISPOLI:«ORGOGLIOSO DI ESSERE RIMASTO. LOTTARE PER LA B»
Il reparto in cui le gerarchie non sono ancora chiare è il centrocampo. Con l’organico a completa disposizione, Tedino ha sempre schierato una linea a 4, con due esterni a tutta fascia, un centrale metodista e uno d’inserimento.
A destra, finora, si registra il monopolio di Michel Morganella. Lo svizzero, che al termine dello scorso campionato aveva già salutato i compagni, adesso è titolare e gode della fiducia del mister. Le qualità tecniche restano quelle di sempre, l’impegno profuso nei novanta minuti pure. Alle sue spalle il figliol prodigo Rispoli, che ha incassato il rifiuto della società all’offerta del Torino e adesso proverà a far cambiare idea a Tedino. Certo è che in serie B il vice capitano rosanero può essere determinante.
Al centro è titolare la coppia Jajalo-Chochev. Il bosniaco è alle prese con l’apprendimento di un ruolo che non è suo: il playmaker deve avere qualità che Jajalo non possiede nel proprio bagaglio tecnico. Per questo il posto nell’undici titolare non è affatto scontato. E c’è Gnahoré che scalpita per riproporre la prestazione sontuosa offerta contro il Brescia. Il francese deve crescere, ma ha già dimostrato di avere buoni colpi in canna per convincere Tedino.
Simile la situazione di Chochev: mai amato dalla piazza rosanero, l’incursore bulgaro dovrà dimostrare di essere all’altezza della categoria per non farsi soffiare la maglia da Murawski, interprete dalle spiccate doti offensive che ha già incassato i complimenti dell’allenatore. E poi c’è Fiordilino: regista giovane, piedi buoni ed ottima visione di gioco. Nel lungo campionato di B potrà trovare spazio.
A sinistra c’è Aleesami, tornante che per la categoria rappresenta un lusso. Il norvegese, autore lo scorso anno di un’ottima prima parte di stagione, è uno dei punti di riferimento del Palermo. Spinta, inserimenti senza palla e cross per i compagni in area di rigore. Imprescindibile per Tedino, che da quella parte può contare anche su Rolando (oggi infortunato, salterà le prossime due o tre partite).
> ESCLUSIVA: ZAMPARINI RISPONDE ALLE DOMANDE DEI TIFOSI
In attacco pochi dubbi sulle gerarchie decise dal mister: Coronado-Trajkovski-Nestorovski è il tridente che probabilmente vedremo in campo per tutta la stagione. Il brasiliano numero 10 è il jolly offensivo, l’unico profilo dalle grandi doti tecniche in rosa, con la libertà (e l’obbligo) di inventare la giocata. Un regista offensivo in piena regola, l’aiutante che viene in soccorso dei macedoni. Trajkovski gode dell’assoluta fiducia dell’allenatore e, fin qui, ha risposto presente, realizzando una tripletta contro la Virtus Francavilla in Tim Cup e il gol del vantaggio contro lo Spezia nella prima giornata di serie B. A contendergli il posto sono rimasti Embalo e Balogh: il guineano ha scelto di restare a Palermo per ritagliarsi un ruolo da protagonista; l’ungherese non può più fallire.
Il centravanti titolare non può che essere lui, Ilija Nestorovski, capitano e uomo simbolo di questo Palermo. Il numero 30 rosanero ha il dovere di trascinare la squadra con i suoi gol e con il suo carisma da vero condottiero. A dargli una mano c’è Nino La Gumina. Il palermitano ha l’occasione di mettersi in luce con i colori della propria città, un’occasione che negli ultimi tempi hanno avuto in pochissimi. La motivazione può fare la differenza e sembra proprio che il classe ‘96 ne abbia da vendere.
Redazione