ORDINANZA

Le regioni aspettano il Dpcm
ancora nessuna ordinanza

Le regioni aspettano il Dpcm: ancora nessuna ordinanza



 

Manca poco al 18 maggio, quando la stragrande maggioranza delle attività italiane dovrebbe riaprire, ma le ordinanze delle varie regioni tardano ad arrivare. Anche quella della Sicilia, con il presidente Nello Musumeci che si dice pronto già da ieri a firmarla, ma a quanto pare l'accordo che sarebbe stato trovato tra Governo e Regioni sulle linee guida per le riaperture non sarebbe stato all'unanimità e ci sono ancora dei problemi. Di fatto, dunque, in questo momento, ci sono poche certezze e anche abbastanza confuse, secondo quanto riporta Gds.it. 

 

"La mia ordinanza è comunque pronta per la firma - scrive Musumeci - ed estende come avevo promesso il più possibile l’esercizio delle attività, forti delle attuali condizioni sanitarie nella nostra Isola. Su questo punto, Roma ha dovuto ascoltarci. Per evitare spiacevoli sorprese (fidarsi è bene ma...) aspettiamo comunque di confrontarci con le disposizioni nazionali, che dovrebbero arrivare (aveva detto in nottata ma niente da fare ndr). La Sicilia è pronta alla ripartenza, nella responsabilità di ognuno". 

 

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"L'ordinanza della Regione Lombardia è pronta. Manca solo la mia firma che sarà messa appena ricevuto il Dpcm di Conte. Dopo una lunghissima trattativa, terminata alle 3.15 di ieri notte, le Regioni, unite e compatte, hanno ottenuto che le linee di indirizzi da loro proposte fossero parte integrante del Dpcm del governo, per evitare contrasti interpretativi con quelle nazionali. Ma soprattutto per rendere più chiare per i cittadini le regole cui fare riferimento - scrive il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, sulla sua pagina Facebook - C'era una sovrapposizione di norme che non avrebbe consentito agli operatori di riprendere le attività. Con le linee guida dell’Inail nessuno sarebbe riuscito a ripartire. Intanto, fiducioso che da Roma finalmente arrivi il testo approvato, pubblico le linee guida proposte dalle Regioni che il governo si è impegnato a recepire nel testo del suo decreto". I problemi ci sarebbero anche con De Luca e la Campania.


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