SIAMO AQUILE

Promozione, Boscaglia e liste
bloccate. Il Sagramola pensiero

Promozione, Boscaglia e liste bloccate. Il Sagramola pensiero



Il bilancio non può che essere positivo. Purtroppo l’emergenza che ha colpito il nostro Paese, di cui ancora viviamo gli strascichi, non ci ha permesso di poter festeggiare il risultato raggiunto. Una vittoria che per quanto fosse data per scontata, non è mai facile e quindi la soddisfazione di poter festeggiare insieme ai nostri tifosi l’avremmo voluta avere.

 

Sono queste le prime parole del direttore generale del Palermo Rinaldo Sagramola che – ai microfoni della trasmissione Siamo Aquile sull’emittente televisiva Trm – ha fatto un primo bilancio di questo primo anno di rinascita rosanero.

 

Il primo obiettivo, certamente non quello più difficile, è stato centrato con successo mantenendo fede agli impegni assunti da questa società così da portare il Palermo dove sia giusto che una squadra tale è giusto che sia.

Tutti sogniamo di arrivare in Serie A il prima possibile. Ma questo deve essere fatto ragionevolmente conoscendo le difficoltà che ci sono e andremo ad affrontare quest’anno. Quindi l’obiettivo è portare il Palermo in Serie B e da lì vedere cosa si potrà fare per arrivare in massima serie. Vincere il prossimo campionato sarebbe un’impresa non facile perché la Lega Pro è un campionato estremamente difficile, complicato: viene promossa soltanto la prima in classifica e soprattutto quest’anno ci saranno contendenti agguerrite con grandi piazze, di tradizione e società ambiziose.

 

Boscaglia

Abbiamo pensato da subito che lui potesse interpretare le nostre strategie e perseguire insieme i nostri obiettivi. È un allenatore che conosce la categoria, anche la Serie B per averla disputata frequentemente negli ultimi anni. È una persona che conosciamo sia io che il direttore sportivo, con cui abbiamo lavorato anni fa a Brescia. Ci sono state delle difficoltà perché era impegnato con un’altra società, ma alla fine siamo riusciti a portarlo a Palermo.

 

Liste squadre 22+1

Il mio pensiero l’ho anche espresso all’assemblea a cui siamo stati invitati a partecipare come neopromossa, pur non avendo facoltà di voto perché la decisione era stata già presa. Per quanto mi riguarda la trovo una limitazione all’uso dei giovani soprattutto per quelle società che hanno delle ambizioni: dovendo contare sulla prestazione di atleti si tende di più a scegliere calciatori con più esperienza rispetto a quelli più giovani. Proprio per questa ragione ci siamo trovati costretti a rinunciare a dei giovani che sono stati protagonisti durante la scorsa stagione.

L’obiettivo dovrebbe essere quello di coniugare l’equilibrio economico delle società con la valorizzazione dei giovani che è anche uno dei principali fini che si pone la Lega Pro. In virtù di questo si sarebbe potuto trovare una scelta diversa come per esempio una lista libera ma con il blocco degli over, così come accade in Serie B.

 

Continua

È una scelta presa, ora l’AIC ha preso questa posizione. Non so quanto sia percorribile visto le difficoltà che il Paese sta attraversando in generale, il calcio in particolare. I campionati sono costretti a disputarsi in tempi ridotti, quindi lo sciopero sarebbe una scelta che potrebbe non essere compresa dalla maggior parte delle persone. Attualmente trovo difficile una marcia indietro della Lega Pro: qualora l’AIC lavorerà sul punto, la prossima stagione si potrà riavere una lista aperta con il limite sugli over lasciando così più possibilità di utilizzo dei giovani, che guadagnano di meno e quindi l’obiettivo di ridurre i costi sarebbe perseguibile.


 

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